La Germania registra un numero crescente di sorvoli da parte di satelliti-spia russi, con passaggi multipli ogni giorno segnalati nella risposta del governo federale a un’interrogazione dei Verdi. Secondo Berlino, la presenza sempre più frequente di questi velivoli dal 2020 riflette la strategia di Mosca di ampliare le proprie capacità di raccolta informativa e pressione militare. La situazione è stata descritta in modo dettagliato attraverso la documentazione ottenuta da Süddeutsche Zeitung, WDR e NDR, che include anche un’analisi delle attività dei satelliti russi nel contesto dell’ampia minaccia evidenziata dal ministro della Difesa Boris Pistorius, già in settembre, quando aveva avvertito dell’espansione delle capacità di guerra spaziale russe e cinesi. In questo quadro, episodi di interferenze verso satelliti europei e tedeschi sono stati interpretati come segnali di un conflitto ibrido già in corso.
Pressioni ibride e obiettivi militari dei passaggi orbitali
I sorvoli russi, confermati anche nei documenti citati da Süddeutsche Zeitung, rispondono a una precisa logica di intelligence: monitorare infrastrutture critiche, tracciare i movimenti della Bundeswehr e osservare le reti di comunicazione tedesche. L’elevata frequenza dei passaggi consente aggiornamenti operativi costanti, funzionali a un eventuale scenario di crisi in Europa. Queste attività hanno anche una dimensione psicologica e politica, poiché mostrano la capacità russa di operare senza ostacoli visibili nello spazio europeo, contribuendo a erodere la fiducia nella protezione delle infrastrutture orbitali del continente. Il governo tedesco ha inoltre confermato che negli ultimi anni si sono verificati casi di disturbo verso satelliti nazionali e comunitari, segno che Mosca sta testando metodi di interferenza, intercettazione e pressione tecnica.
Escalation nello spazio e capacità operative di Mosca
La crescente vicinanza dei satelliti russi agli apparecchi tedeschi, come nel caso del “Luch” che nel 2024 si è avvicinato fino a 88 chilometri a un satellite della Bundeswehr, dimostra l’uso dell’orbita come arena di prova per nuove forme di confronto strategico. L’interruzione del segnale registrata a inizio estate dopo un attacco dalla superficie suggerisce che la Russia stia già utilizzando strumenti di carattere offensivo contro la rete spaziale militare europea. Questi episodi indicano non soltanto rischi tecnici, ma anche l’intenzione di misurare la capacità di risposta occidentale e la determinazione a difendere i propri sistemi orbitali. La moltiplicazione dei satelliti russi dal 2020 riflette una pianificazione militare orientata a rafforzare sia capacità difensive sia opzioni di attacco nello spazio.
La risposta europea e la necessità di una dottrina aggiornata
Di fronte a questa progressiva militarizzazione dell’orbita, Berlino ha annunciato investimenti per circa 35 miliardi di euro entro il 2030 al fine di potenziare sistemi di allerta precoce, ricognizione e comunicazione, e di creare un centro dedicato alla gestione delle risorse satellitari militari. Tuttavia, gli episodi di disturbo e avvicinamento ostile evidenziano un divario crescente tra le minacce e le capacità attuali di difesa europea. La natura ibrida delle operazioni russe — che combinano spionaggio, cyberattività e pressione tecnologica — rende urgente una revisione delle dottrine occidentali, con l’obiettivo di proteggere le reti orbitali e costruire strumenti di contrasto credibili. Senza un adeguamento rapido, l’infrastruttura spaziale europea resterà esposta a interventi capaci di indebolire comunicazioni, comando e controllo in caso di crisi.