Il Crescente Fenomeno dell’Ipertensione nei Bambini
Anche i più piccoli possono affrontare problemi di pressione alta, una condizione che può esporli a seri rischi nel lungo termine. Attualmente, oltre 300 giovani pazienti sono seguiti presso il Policlinico Sant’Orsola, dato preoccupante che evidenzia l’importanza di una diagnosi precoce. Le statistiche indicano un aumento significativo dell’incidenza di questa patologia, che colpisce almeno quattro bambini su cento, evidenziando la necessità di interventi mirati.
Per affrontare efficacemente l’ipertensione infantile, il Policlinico Sant’Orsola e l’Azienda Usl di Bologna hanno sviluppato un percorso diagnostico innovativo. Tra le misure implementate, spicca l’attività di screening precoce, che inizia fin dai primi anni di vita. Questo approccio mira a identificare precocemente i casi di ipertensione, permettendo di applicare tempestivamente le strategie terapeutiche più idonee per mantenere i valori di pressione arteriosa sotto controllo e prevenire cronicizzazioni nell’età adulta, riporta Attuale.
Le conseguenze dell’ipertensione nei bambini possono perdurare fino all’età adulta e comportare danni a organi vitali, in particolare al cuore. “Siamo orgogliosi di avere uno dei primi percorsi di questo tipo in Italia”, afferma il professor Claudio Borghi, direttore del Dipartimento Malattie cardio-toraco-vascolari del Sant’Orsola. “La prevenzione è fondamentale: agire tempestivamente su questo problema ci offre maggiori possibilità di modificarne l’evoluzione futura”. Questo nuovo braccio di lavoro rappresenta un modello di collaborazione efficiente tra varie istituzioni sanitarie del territorio.
Fino a oggi, la misurazione della pressione arteriosa è stata generalmente effettuata sui bambini più grandi, a partire dai quattro-cinque anni. Tuttavia, secondo Valeria Scialpi, pediatra di libera scelta coinvolta nel progetto, il vero merito del nuovo approccio sta nell’attenzione dedicata anche ai più piccoli. “È fondamentale cominciare a monitorare la pressione sin dalla tenera età”, sottolinea.
Tra le principali cause dell’ipertensione pediatrica emerge il sovrappeso, con un’attenzione particolare all’obesità. “Il nostro primo obiettivo è migliorare lo stile di vita, incoraggiando l’attività fisica e una dieta equilibrata con un ridotto apporto di sale”, spiega Marianna Fabi, responsabile clinico del percorso. “Quando le modifiche comportamentali non sono sufficienti, procediamo con una terapia farmacologica anti-ipertensiva”.
I genitori dovrebbero prestare attenzione a sintomi che, pur non essendo sempre evidenti, possono segnalare la presenza di ipertensione. Tra questi vi sono forti mal di testa, visione offuscata, vertigini e sanguinamenti nasali ripetuti senza cause apparenti. In presenza di tali sintomi, è consigliabile rivolgersi al pediatra o al pronto soccorso pediatrico.
Il Sant’Orsola dispone di un ambulatorio specializzato per l’ipertensione arteriosa pediatrica, supportato dalla Cardiologia pediatrica e dell’età evolutiva e dalla Clinica Pediatrica. Questa struttura accoglie già oltre 300 pazienti e ogni anno effettua circa venti nuove diagnosi. L’obiettivo è identificare le cause sottostanti dell’ipertensione e definire un piano di trattamento adeguato per ciascun giovane paziente.