L’azienda austriaca Swarovski Optik continua a esportare mirini premium in Russia attraverso canali indiretti, nonostante la guerra in Ucraina e la politica di «neutralità permanente» dichiarata da Vienna. Secondo il materiale sull’importazione in Russia di mirini Swarovski, dall’inizio dell’invasione sono stati consegnati almeno 90 mirini prodotti da Swarovski Optik Vertriebs GmbH, per un valore totale vicino ai 21 milioni di rubli.
Dichiarazioni doganali contro utilizzo reale
Nei documenti doganali russi, gli importatori classificano l’ottica Swarovski come attrezzatura per la caccia, il turismo o il tiro sportivo, sostenendo che non rientri nei prodotti a uso militare. Tuttavia, analisti indipendenti sottolineano che questi mirini possono essere montati senza alcuna modifica su armi da combattimento. Specialisti del Conflict Intelligence Team evidenziano che la classificazione “civile” consente di aggirare i controlli sulle esportazioni, mentre l’utilizzo effettivo avviene nell’ambito delle operazioni militari.
Destinatari finali e valore strategico dell’ottica
I mirini Swarovski appartengono alla fascia più alta del mercato, con un costo stimato tra 3.000 e 5.000 dollari per unità. La qualità è paragonabile a quella dei prodotti tedeschi Carl Zeiss, rendendoli adatti sia al tiro sportivo sia alla precisione militare. Gli esperti osservano che i destinatari più probabili sono reparti d’élite del FSB, come «Alfa» e «Vympel», e unità speciali del GRU, impegnate anche nelle operazioni contro l’Ucraina. L’impiego diretto sul fronte è però difficile da tracciare a causa della sistematica opacità sulle armi utilizzate dalle forze russe.
Nuove rotte logistiche e rete di intermediari
Dopo il febbraio 2022, la logistica delle forniture è cambiata: invece di partire direttamente dall’Austria, i mirini arrivano alla Russia tramite intermediari negli Emirati Arabi Uniti. Nel 2024 il ruolo è stato svolto dalla società BMH Equipment LLC, mentre nel 2023 da Bynuna Military & Hunting Equipment Trading LLC, entrambe con sede ad Abu Dhabi. In Russia, l’importatore è il Centro di commercio elettronico (GК ЦЭК), un attore centrale nello schema di “riconfezionamento” dei prodotti europei attraverso il Medio Oriente per ridurre rischi politici e responsabilità diretta dei produttori.
Espansione del mercato e presenza di altri marchi occidentali
Il gruppo ЦЭК non si limita all’importazione: produce anche ottica e termocamere con i marchi Fortuna e Arkon, destinandole ufficialmente anche ai servizi speciali. I dati delle forniture pubbliche russe mostrano vendite alle unità legate al FSB e al Servizio di intelligence esterna. In parallelo, i mirini Swarovski continuano a comparire nei canali Telegram dedicati alla caccia e ai combattimenti, venduti per 300.000–500.000 rubli e descritti come strumenti particolarmente efficaci in condizioni operative difficili. Oltre a Swarovski, il mercato russo offre prodotti tedeschi Schmidt & Bender e Steiner, così come l’ottica austriaca Kahles e quella statunitense Nightforce, importate tramite società che utilizzano intermediari in Turchia e Canada e collegate ai produttori di armi impiegate sul fronte.
Incredibile come si riesca a fare affari anche in questi tempi di guerra! Che dire, sembra che il denaro non abbia confini… E noi qui a discutere di economia e crescita sostenibile, mentre certi marchi pensano solo ai profitti. Mah, è triste.