Automobilisti italiani affollano i distributori sloveni per il rifornimento a prezzi vantaggiosi

12.03.2026 17:35
Automobilisti italiani affollano i distributori sloveni per il rifornimento a prezzi vantaggiosi

Aumento dei Rifornimenti di Carburante in Slovenia: Gli Italiani Accorrono al Confine

Un afflusso massiccio di automobilisti italiani e austriaci si è registrato lungo il confine con la Slovenia per approfittare dei prezzi più bassi dei carburanti, in seguito all’aumento dei costi dovuto alla guerra in Medio Oriente. Nonostante l’innalzamento delle tariffe base dei carburanti in Slovenia, il governo sloveno ha attuato dal 10 marzo una riduzione delle accise, contribuendo a mantenere i costi finali più competitivi, riporta Attuale.

Attualmente, un litro di benzina in Slovenia è in media di 1,466 euro, significativamente inferiore ai circa 1,8 euro registrati in Italia. Per quanto riguarda il diesel, il costo è di 1,528 euro in Slovenia contro circa 2 euro in Italia. I distributori sloveni, specialmente quelli vicini al comune di Gorizia, sono affollati, tanto che nel pomeriggio di mercoledì, i benzinai di Nova Gorica, Mernico e Vencò hanno esaurito le scorte di gasolio.

Un gestore di un distributore sloveno ha dichiarato al Il Dolomiti che in prossimità di Gorizia e nel Collio, area collinare al confine tra Italia e Slovenia, veicoli come cisterne e macchine agricole sono frequentemente in fila per fare rifornimento. Riempire una cisterna richiede tempo, il che spiega la lunga attesa. Anche automobilisti provenienti dall’Austria, in particolare dalla Carinzia, si stanno dirigendo verso i distributori sloveni.

La recente riduzione delle accise in Slovenia ha portato a una diminuzione di 2,5 centesimi per litro per la benzina, 7,6 centesimi per litro per il diesel e 6,5 centesimi per litro per il gasolio. Tuttavia, i prezzi potrebbero subire ulteriori aumenti, poiché vengono aggiornati dallo Stato ogni due settimane in base ai costi globali del petrolio e al cambio euro-dollaro.

Negli ultimi giorni, l’aumento dei prezzi del carburante è stato aggravato dalla situazione di crisi nel Golfo Persico. Molte navi di trasporto petrolifero sono state bloccate nello stretto di Hormuz, cruciale per l’uscita delle merci. La produzione di petrolio della regione è stata ulteriormente compromessa da attacchi iraniani su impianti strategici.

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