Babiš promette di fermare l’iniziativa ceca sulle munizioni per Kiev

17.09.2025 17:30
Babiš promette di fermare l’iniziativa ceca sulle munizioni per Kiev
Babiš promette di fermare l’iniziativa ceca sulle munizioni per Kiev

Il leader del partito di opposizione ANO, Andrej Babiš, ha dichiarato che, in caso di ritorno al governo, intende annullare l’iniziativa ceca per la fornitura di munizioni all’Ucraina. Lo ha affermato il 16 settembre 2025, in un’intervista riportata da Politico. Babiš, ex primo ministro, ha definito l’operazione troppo onerosa per i contribuenti cechi, sostenendo che quelle risorse dovrebbero essere destinate “alla nostra gente”.

ANO in testa nei sondaggi prima delle elezioni

Secondo gli ultimi sondaggi, ANO è in vantaggio con il 32% delle intenzioni di voto in vista delle elezioni parlamentari del 3-4 ottobre, mentre la coalizione di governo Spolu, guidata dal premier Petr Fiala, raccoglie il 21%. La possibilità che Babiš diventi il prossimo capo dell’esecutivo è quindi concreta. Le sue posizioni critiche verso l’assistenza militare a Kiev trovano consenso tra una parte significativa dell’elettorato.

La “Piano Praga” per sostenere l’Ucraina

L’iniziativa di Praga era stata avviata nel 2024, quando i ritardi statunitensi nella consegna di proiettili avevano creato gravi difficoltà alle forze ucraine. Il meccanismo prevedeva la raccolta di fondi, l’acquisto di munizioni sul mercato globale e la loro spedizione a Kiev. Lo scorso anno la Repubblica Ceca aveva coordinato la consegna di 1,5 milioni di proiettili, grazie anche al sostegno finanziario di 14 Paesi. Per il 2025 sono previste spedizioni fino a 1,8 milioni di munizioni. Solo quest’anno, un milione di proiettili è già arrivato in Ucraina.

Crescente scetticismo nell’opinione pubblica

La linea di ANO rispecchia un sentimento diffuso tra gli elettori. Secondo il centro Stem, il 49% dei cittadini ritiene che Praga stia aiutando troppo l’Ucraina, il 29% giudica adeguato l’impegno e solo il 6% lo considera insufficiente. Le promesse di Babiš rafforzano la sua immagine di difensore degli interessi interni in un momento di difficoltà economica.

Impatti geopolitici e rischi per la sicurezza

L’eventuale cancellazione del programma rappresenterebbe un vantaggio per Mosca, che mira a ridurre il sostegno internazionale a Kiev e a indebolire la coesione occidentale. Una decisione del genere potrebbe compromettere l’immagine della Repubblica Ceca come attore proattivo nella NATO e nell’Unione Europea. Analisti avvertono che interrompere la fornitura metterebbe a rischio la capacità difensiva ucraina e, a lungo termine, la sicurezza europea stessa.

Divisioni in Europa

La posizione di Babiš si inserisce nella linea di altri leader populisti dell’Europa centrale, come Viktor Orbán e Robert Fico, che chiedono un ridimensionamento del sostegno militare a Kiev. Ciò potrebbe accentuare le divisioni tra i Paesi che sostengono la continuazione degli aiuti e quelli favorevoli a un compromesso con la Russia, rafforzando l’influenza del Cremlino all’interno dell’Unione Europea.

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