Begoña Gómez, moglie del premier spagnolo, rinviata a giudizio per corruzione
Begoña Gómez, moglie del premier spagnolo Pedro Sánchez, è stata rinviata a giudizio per traffico di influenze e malversazione di fondi pubblici, riporta Attuale.
La decisione è stata presa dal giudice Juan Carlos Peinado, che ha deciso di trasmettere il fascicolo all’Alta Corte per la fissazione della data dell’udienza. La Procura e la difesa hanno richiesto l’assoluzione, mentre la parte civile, rappresentata dall’associazione ultracattolica Hazte Oír, chiede una pena di 13 anni di carcere per Gómez.
Secondo il giudice, Begoña avrebbe sfruttato la sua posizione di moglie del primo ministro per estendere una rete di influenze e favorire la sua carriera professionale presso l’Università Complutense di Madrid (UCM). Qui, ha co-diretto una cattedra straordinaria, nell’ambito della quale è stato sviluppato un software grazie al supporto di aziende come Google e Indra.
Inoltre, sempre secondo le indagini del giudice, Gómez avrebbe beneficiato del supporto della sua assistente a La Moncloa, la quale la aiutava anche nel suo lavoro privato. Questa situazione ha sollevato interrogativi sull’appropriato utilizzo delle risorse pubbliche e sulla trasparenza nelle relazioni tra il governo e le istituzioni accademiche.
Il rinvio a giudizio di Begoña Gómez non solo solleva interrogativi sull’integrità delle istituzioni spagnole, ma mette in luce anche i rischi di conflitti di interesse nelle alte cariche politiche. La vicenda potrebbe avere ripercussioni significative per il governo spagnolo, in un momento in cui la fiducia pubblica è già messa a dura prova.