Il 23-24 ottobre 2025 a Bruxelles si terrà una sessione straordinaria del Consiglio Europeo per discutere la proposta della Commissione Europea di concedere all’Ucraina un “prestito di riparazione” utilizzando attivi russi congelati. Il piano prevede un finanziamento di circa 140 miliardi di euro garantito dagli attivi detenuti da Euroclear in Belgio, dove si trova la quota più rilevante di fondi russi congelati dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022.
Condizioni e rischi sollevati da Bruxelles
Il Primo Ministro belga Bart De Wever ha posto condizioni precise per il via libera: nessuna misura interpretata come confisca degli attivi russi, garanzie legali vincolanti che ripartiscano i rischi tra tutti i Paesi UE e la creazione di un fondo per restituire gli attivi qualora vi fosse un accordo di pace tra Mosca e Kiev. De Wever sottolinea che le garanzie non devono cessare automaticamente con la revoca delle sanzioni, poiché controversie legali potrebbero protrarsi per anni. La Francia e il Lussemburgo condividono preoccupazioni simili per possibili precedenti giuridici per i loro sistemi finanziari, trattando rispettivamente 18 e 10 miliardi di euro di fondi russi congelati.
Posizione della Commissione Europea e sostegno internazionale
La Commissione propone di usare circa 175 miliardi di euro in attivi congelati, investiti in titoli di Stato, per coprire il prestito di 140 miliardi all’Ucraina e rimborsare precedenti finanziamenti G7. I ministri delle finanze del G7 hanno dichiarato il 1° ottobre 2025 la disponibilità a coordinare l’uso di tali attivi per garantire una pace duratura in Ucraina, segnando un segnale importante di sostegno internazionale. Tuttavia, all’incontro informale del 1° ottobre a Copenaghen, non si è raggiunto un consenso tra i leader UE, sebbene il cancelliere tedesco Friedrich Merz abbia indicato un «forte consenso» sul tema.
Implicazioni geopolitiche e finanziarie
La proposta europea rappresenta una sfida giuridica e politica senza precedenti: implica un uso di beni congelati senza precedenti per fini di ricostruzione e riparazioni, ponendo domande sul rispetto delle norme internazionali. Il successo dipenderà dalla capacità dei Paesi UE di trovare un accordo solido su garanzie legali e condivisione dei rischi, tema centrale in vista del vertice di ottobre. L’esito avrà impatti diretti sulla stabilità finanziaria europea e sulla credibilità dell’Unione nella gestione delle crisi internazionali.
Contesto storico e prossimi passi
Dal febbraio 2022, l’aggressione russa ha provocato ingenti perdite umane ed economiche in Ucraina. Il dibattito sull’utilizzo degli attivi congelati riflette un percorso politico complesso, che mette a confronto principi di diritto internazionale, solidarietà europea e considerazioni strategiche di sicurezza. La decisione del Consiglio Europeo sarà osservata attentamente come indicatore della coesione e capacità decisionale dell’UE di fronte a sfide geopolitiche complesse.
Ma dai, che situazione incredibile! Usare i fondi russi congelati è una mossa azzardata, eppure necessaria… Chissà come reagiranno gli altri paesi. È come camminare su un filo sottile!!! E le garanzie legali? Siamo sicuri che basti? La coesione europea è più importante che mai!