Arresto di Ben Roberts-Smith: accuse di crimini di guerra
L’ex caporale delle forze speciali australiane Ben Roberts-Smith, considerato un eroe di guerra in Australia, è stato arrestato all’aeroporto di Sydney e accusato di crimini di guerra e altri reati legati a tre episodi avvenuti in Afghanistan tra il 2009 e il 2012, durante l’invasione del paese da parte delle forze statunitensi. Non è chiaro se Roberts-Smith stesse per imbarcarsi su un volo internazionale al momento dell’arresto. Se condannato, rischia l’ergastolo per i reati di cui è accusato, riporta Attuale.
Roberts-Smith, 47 anni, è una figura nota in Australia. Nel 2011 ricevette riconoscimenti per aver salvato compagni circondati da talebani e ottenne la Victoria Cross, la più alta onorificenza militare australiana, per operazioni in Afghanistan. Ha lasciato le forze armate nel 2013, nello stesso anno in cui fu nominato Padre dell’anno. In aggiunta a una carriera da conferenziere, due ritratti di Roberts-Smith si trovano nel Memoriale dell’esercito australiano a Canberra.
Nell’ambito delle accuse, Roberts-Smith è accusato di omicidio e concorso in omicidio, nonché di aver aiutato altri a commettere un omicidio.
In totale, cinque persone risultano uccise in relazione a queste accuse, con eventi documentati a Kakarak, Darwan e Syahchow, nella provincia di Uruzgan in Afghanistan. Tra le vittime c’era Ali Jan, un contadino: si sostiene che Roberts-Smith gli abbia dato un calcio al petto facendolo cadere da una scogliera, ordinando poi a un altro soldato di sparargli. BBC News menziona inoltre un combattente talebano le cui protesi sarebbero state utilizzate come trofeo dalle forze australiane.
Durante una conferenza stampa dopo l’arresto, la commissaria della polizia federale australiana Krissy Barrett ha affermato che, quando furono uccise, le vittime «si presume fossero detenute, disarmate e sotto il controllo delle forze armate». Ha aggiunto che «si presume siano state uccise dall’imputato o dai suoi subordinati sotto il suo comando».
Nel 2018, i quotidiani australiani Sydney Morning Herald, The Age e Canberra Times avevano messo in discussione la reputazione di Roberts-Smith, accusandolo di aver ucciso prigionieri afghani al di fuori del contesto di guerra. L’ex soldato intentò una causa per diffamazione contro i tre giornali, ma il tribunale diede ragione loro, confermando la plausibilità delle accuse. Roberts-Smith ha poi perso in appello e la Corte Suprema ha rifiutato di esaminare un ulteriore appello.
Nel 2020, un rapporto, noto come “Rapporto Brereton”, ha evidenziato prove che durante l’invasione dell’Afghanistan decine di civili fossero stati uccisi sommariamente dalle forze speciali australiane. Di conseguenza, è stata istituita una speciale squadra d’indagine, l’Office of the Special Investigator (OSI), che nel 2021 ha avviato indagini su Roberts-Smith, portando alle attuali accuse.
Ross Barnett, direttore dell’OSI, ha descritto le indagini come «scrupolose» e «complesse», dovute alle difficoltà operative e alla mancanza di accesso alla scena del crimine. Questo ha contribuito a prolungare il processo investigativo.
Il caso di Roberts-Smith è solo uno dei 53 che l’agenzia ha iniziato a esaminare dal 2021, di cui 39 si sono conclusi senza accuse, mentre dieci sono ancora in corso. Nel 2023, un altro soldato delle forze speciali australiane è stato accusato di omicidio, con il processo previsto per febbraio del prossimo anno.
Il primo ministro australiano Anthony Albanese non ha commentato l’arresto di Roberts-Smith; tuttavia, il consiglio che gestisce il Memoriale dell’esercito australiano ha annunciato che rivedrà la targa associata alla sua uniforme e alle sue medaglie, già aggiornata rispetto alle accuse e all’esito del processo di diffamazione.
Incredibile! Sembra che anche gli eroi possano nascondere segreti osceni. Ma come può un uomo che ha ricevuto onori così alti finire in questa situazione? Non è solo una questione di giustizia, ma di come la società ricompensa chi fa del male… Valutazioni sbagliate?