Benedetta Tobagi: “Il referendum rischia di aumentare l’influenza politica sulla magistratura”

11.03.2026 04:15
Benedetta Tobagi: “Il referendum rischia di aumentare l'influenza politica sulla magistratura”

Rischio di Sottovalutazione della Magistratura: La Lezione di Benedetta Tobagi sul Referendum di Marzo

Roma, 11 marzo 2026 – “Questa modifica costituzionale introduce concreti elementi di rischio, perché darebbe la possibilità ai politici di avere ancora più peso e di fare pressioni sulla magistratura”, ha dichiarato con fermezza la scrittrice e storica Benedetta Tobagi, in prima fila per promuovere il No al referendum del 22 e 23 marzo, riporta Attuale.

Tobagi ha sostenuto che le verità riguardanti le stragi sono state rivelate solo quando è venuta meno la ‘sintonia’ tra magistrati e potere. “Il referendum potrebbe ristabilire quella subalternità?” le è stato chiesto. “Secondo me sì, perché i famosi listini dai quali si effettuerebbero i sorteggi per le nomine sarebbero comunque pre-selezionati dal Parlamento. Addirittura, per come è scritta, la legge lascia aperta la possibilità che a redigerli sia la sola maggioranza”, ha risposto.

Dopo un interrogativo su quali siano i reali problemi, Tobagi ha dichiarato: “Le degenerazioni che avvengono. Ricordo che il ministro Nordio nel 2024 ha abolito l’abuso d’ufficio e rimodulato il traffico di influenze illecite, esattamente il reato per il quale fu indagato e poi patteggiò l’ex magistrato Luca Palamara, che non a caso ha chiesto di revocare la sentenza di patteggiamento. Le frequentazioni fra imprenditori, magistrati e politici sono il vero male, non le correnti che rappresentano duemila dei 9mila giudici fra cui fare le nomine”.

Quando le è stato chiesto se non fosse un bene intervenire, Tobagi ha replicato: “Lo aveva già fatto la magistratura abolendo i pacchetti delle nomine e introducendo criteri valutativi più precisi. Qui invece si introduce solo un elemento di opacità”.

La scrittrice ha poi riflettuto sulle possibili reazioni degli italiani riguardo il referendum: “Non teme che molti italiani possano non votare percependolo come un voto per ‘addetti ai lavori’? È invece un voto fondamentale per gli italiani. Basti pensare al G8, al processo contro i poliziotti della caserma Diaz, ma anche al caso in Veneto dei tanti correntisti truffati da una banca, oppure ancora al caso Eternit. Tutti questi processi, queste iniziative delle procure, per decenni hanno incontrato ostacoli e pressioni politiche”, ha affermato.

Infine, Tobagi ha condiviso le sue osservazioni sul clima riscontrato nei suoi incontri in giro per l’Italia: “Tante persone chiedono, partecipano, si informano. Io non sono un’ottimista, ma fino a poche settimane fa i sondaggi ci davano indietro di 20 punti, ora non è più così. Basta spiegare i contenuti e non usare i toni brutali di Giorgia Meloni, che a ottobre disse ‘pensiamo a porre un argine all’invadenza dei magistrati’, o come Giusi Bartolozzi, capo gabinetto di Nordio, che ha detto ‘Togliamo di mezzo la magistratura, che sono plotoni di esecuzione’.”

In conclusione, Tobagi ha sottolineato: “Sa perché la separazione delle carriere è fumo negli occhi? Perché poteva essere fatta con legge ordinaria. Qui la posta in gioco è un’altra: indebolire i magistrati per renderli influenzabili”.

Antonio Petrucci

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