Beppe Sala perde la battaglia per i bagni hi-tech di Milano: la Corte di Giustizia Ue annulla l’assegnazione

10.02.2026 19:45
Beppe Sala perde la battaglia per i bagni hi-tech di Milano: la Corte di Giustizia Ue annulla l'assegnazione

Il sindaco Beppe Sala ha subito una battuta d’arresto significativa nella sua iniziativa per l’installazione di nuovi servizi igienici a Milano. La Corte di Giustizia europea ha annullato la gara per la realizzazione di 110 bagni pubblici di ultima generazione, voluta per migliorare l’offerta ai milanesi e ai turisti. Il contratto era stato siglato il 5 dicembre 2023 con un raggruppamento di imprese, ma la decisione della Corte è giunta dopo che un altro concorrente, Urban Vision, ha contestato l’assegnazione, ottenendo finalmente ragione, riporta Attuale.

Nel 2024 il Tar della Lombardia aveva dato ragione a Milano

A gennaio 2024, in primo grado, il Tar della Lombardia aveva inizialmente accolto il ricorso di Sala e del raggruppamento vincente. L’ex assessore Pierfrancesco Maran aveva espresso soddisfazione per la decisione, affermando: «Finalmente potremo offrire ai milanesi e ai turisti nuovi e moderni servizi igienici automatizzati». Tuttavia, Maran successivamente è stato eletto al Parlamento europeo e si è dimesso, mentre Sala ha proseguito con la sua agenda, annunciando il 22 settembre 2025 l’avvio dei lavori per i nuovi wc, programmando l’installazione del primo impianto a Porta Venezia.

Il ricorso al Consiglio di Stato e poi alla Corte di Giustizia europea

Urban Vision ha presentato un appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar, il quale ha richiesto chiarimenti alla Corte di Giustizia europea in merito alla compatibilità delle norme del codice degli appalti utilizzate per l’assegnazione. Il 5 febbraio 2026, la Corte ha stabilito l’incompatibilità delle norme italiane con il diritto europeo, bloccando di fatto l’installazione dei nuovi servizi igienici.

L’impatto della sentenza su altri piani di project financing in Italia

La decisione della Corte di Giustizia non riguarda solo il progetto di Sala, ma ha anche implicazioni più ampie per altri contratti di project financing in Italia. I giudici europei hanno dichiarato illegittimo il diritto di prelazione del promotore nel contesto delle gare, un metodo comune in molte opere pubbliche. Questo implica che anche il modello di business usato a Milano potrebbe essere messo in discussione a livello nazionale.

I 110 wc di Milano per 2 anni hanno occupato la giustizia in Italia e nella Ue

Il piano per i servizi igienici di Sala deve ora ricominciare da capo. Il progetto prevedeva la sostituzione di 49 wc esistenti e l’installazione di 21 nuovi in siti già individuati. Altri 40 impianti sarebbero stati installati in ulteriori luoghi da definire. Negli ultimi due anni, la questione dei wc ha monopolizzato l’attenzione della giustizia amministrativa sia in Italia che a livello dell’Unione europea.

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