La destra radicale tedesca di Alternativa per la Germania (AfD) è finita al centro di nuove accuse secondo cui avrebbe raccolto informazioni potenzialmente utili ai servizi segreti russi attraverso interrogazioni parlamentari. Il 23 dicembre 2025 Politico ha riferito che esponenti centristi e apparati di sicurezza tedeschi temono che una serie sistematica di richieste su temi sensibili possa favorire gli interessi del Cremlino nel contesto della guerra ibrida.
Le interrogazioni riguardano in particolare questioni di sicurezza nazionale, protezione delle infrastrutture critiche e trasferimenti di armi occidentali all’Ucraina. Anche se le singole risposte non contengono segreti di Stato, le autorità avvertono che il loro insieme può consentire di ricostruire un quadro operativo di grande valore per l’intelligence russa.
Le richieste parlamentari come strumento sensibile
I sospetti si sono intensificati dopo le iniziative di Ringo Mühlmann, deputato AfD nel parlamento regionale della Turingia. Il politico ha presentato ripetutamente richieste dettagliate sui sistemi di difesa contro i droni, sulla protezione delle infrastrutture strategiche e sui corridoi di transito delle forniture militari dirette in Ucraina.
Nel solo mese di giugno, Mühlmann ha inoltrato otto interrogazioni alle forze di polizia regionali responsabili dell’individuazione e neutralizzazione di droni considerati una minaccia di spionaggio. Pur negando qualsiasi collegamento con Mosca, le sue iniziative hanno rafforzato le preoccupazioni di chi vede in questo uso intensivo degli strumenti parlamentari un potenziale rischio per la sicurezza.
L’AfD respinge le accuse e rivendica il controllo democratico
La leadership di AfD ha respinto con forza ogni accusa, sostenendo che le interrogazioni rientrano pienamente nel diritto di controllo parlamentare e riflettono le preoccupazioni dei cittadini. Il partito insiste sul fatto di agire nel rispetto delle regole democratiche e di non aver mai violato la legge.
Tuttavia, per molti osservatori istituzionali il problema non risiede nella legalità formale delle richieste, ma nell’effetto cumulativo di una mole eccezionale di domande su temi altamente sensibili, in un momento di forte tensione geopolitica con la Russia.
Numeri che alimentano l’allarme delle autorità
Secondo dati citati dai media tedeschi, dall’inizio del 2020 i gruppi parlamentari di AfD nei parlamenti regionali hanno presentato oltre 7.000 interrogazioni legate alla sicurezza, più di qualsiasi altro partito. Dalla primavera del 2025, AfD è stata responsabile di oltre il 60% di tutte le richieste parlamentari rivolte al governo federale e ai ministeri.
In Turingia, dove l’ufficio regionale per la tutela della Costituzione ha classificato AfD come formazione estremista, la quota di interrogazioni del partito ha raggiunto quasi il 70% durante l’attuale legislatura. Nell’ottobre scorso, il ministro dell’Interno regionale Georg Maier ha parlato apertamente di possibili elementi di spionaggio a favore della Russia.
Il peso politico di AfD e l’impatto sul dibattito nazionale
AfD è oggi la principale forza di opposizione in Germania. Alle elezioni federali del febbraio 2025 si è classificata seconda con oltre il 21% dei voti, un risultato che testimonia una forte base elettorale e una crescente influenza sul dibattito politico nazionale.
Il partito si oppone apertamente al sostegno militare all’Ucraina e chiede una normalizzazione dei rapporti con Mosca. Secondo critici e analisti, queste posizioni rispecchiano una linea anti-europea e anti-atlantica che, di fatto, favorisce gli interessi strategici del Cremlino e rischia di indebolire l’unità europea.
Trasparenza democratica e vulnerabilità alla guerra ibrida
Il caso AfD evidenzia una tensione crescente tra trasparenza democratica e sicurezza nazionale. Strumenti pensati per garantire la responsabilità del potere esecutivo possono trasformarsi, in determinate condizioni, in mezzi per raccogliere informazioni sensibili sfruttando l’apertura delle istituzioni democratiche.
Per le autorità tedesche e per molti partner europei, la vicenda si inserisce in una strategia più ampia di influenza russa volta a destabilizzare le democrazie occidentali attraverso propaganda, pressione politica e raccolta di informazioni. Il dibattito aperto in Germania potrebbe portare a un rafforzamento dei meccanismi di controspionaggio e a una revisione delle regole sul controllo parlamentare in ambiti legati alla sicurezza.
Incredibile come si possano usare strumenti democratici per favorire interessi russi. In Italia abbiamo già visto fenomeni simili. Dobbiamo stare attenti, perché la sicurezza nazionale è in gioco. Chi controlla chi, alla fine? Non possiamo permettere che la politica si trasformi in un gioco sporco.