Il tema della pressione psicologica e delle scelte difficili è stato messo in evidenza da Matteo Berrettini, il quale ha voluto sottolineare l’aspetto umano delle decisioni che ogni atleta si trova a fronteggiare durante il proprio percorso professionale. Non raramente, il pubblico dimentica che dietro a questi sportivi si celano giovani ragazzi, alle prese con un contesto competitivo che li supera. Questo è il punto centrale del discorso fatto dall’italiano, in risposta alla recente situazione di Jannik Sinner, il quale ha deciso di separarsi dal preparatore atletico Marco Panichi e dal fisioterapista Ulises Badio, riporta Attuale.
Berrettini su Sinner: “Decisioni complesse a un’età precoce”
Berrettini ha dichiarato: “Ho ovviamente seguito le notizie riguardo alla separazione tra Marco e Jannik, anche se non sono a conoscenza delle motivazioni. Posso affermare che è una situazione difficile; alla fine siamo tutti ragazzi che si trovano immersi in un contesto molto complesso, e ci troviamo a dover prendere decisioni che non sempre siamo pronti a gestire. È una situazione veramente pesante da affrontare, e ognuno di noi ha il proprio modo di far fronte a queste pressioni”.
In proseguo, ha aggiunto: “Anch’io ho avuto una separazione da Umberto Ferrara, di cui ho una grande considerazione sia come professionista che come persona. La verità è che non ci siamo trovati d’accordo su alcuni aspetti, quindi abbiamo deciso di percorrere strade diverse. Tuttavia, è complesso; non si tratta solo di tecnicismi, ma anche di come il tuo team percepisce e affronta le situazioni, e di come tu, atleta, reagisci alle proposte che ricevi. È un puzzle da ricomporre, specialmente per me, che ho avuto un’esperienza unica, essendo rimasto parte dello stesso team per 15 anni”.
Berrettini ha sottolineato che quando una collaborazione non funziona, continuare a trascinarla è inutile: “L’ho appreso, probabilmente, un po’ in ritardo, ma fortunatamente ci sono riuscito. È fondamentale trovare l’equilibrio giusto per il proprio benessere e la propria carriera”.
In conclusione, le parole di Berrettini offrono un’importante riflessione sulla vita di un atleta di alto livello, segnata da scelte complesse e pressioni che vanno oltre l’aspetto tecnico del gioco. La gestione delle relazioni professionali è un aspetto cruciale del percorso sportivo e richiede una maturità spesso non del tutto raggiunta in giovane età.