Bologna, scontri dopo la morte di Abderahhim Fakir: migliaia in piazza per la giustizia

20.07.2026 23:15
Bologna, scontri dopo la morte di Abderahhim Fakir: migliaia in piazza per la giustizia

Bologna, 20 luglio 2026 – Il dolore e la richiesta di giustizia si sono manifestati ieri a Bologna, dove oltre quattromila persone si sono radunate in piazza per commemorare Abderrhaim Fakir, cittadino marocchino morto durante un intervento della polizia. La manifestazione è degenerata in scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, con il grido di “Giustizia e verità” da parte dei familiari di Fakir, mentre la violenza ha preso piede tra gruppi di antagonisti, riporta Attuale.

Gli scontri tra polizia e antagonisti

Alcuni facinorosi, circa duecento, hanno incitato la folla con grida contro le forze dell’ordine come “assassini” e “via lo scudo penale”. Questo clima di tensione ha portato a scontri diretti, con manifestanti che lanciavano cartelli stradali, bombe carta e bottiglie verso la polizia, che ha reagito con idrogetti e lacrimogeni. La situazione si è deteriorata rapidamente, simile ad eventi recenti in città, creando un’atmosfera di caos e conflitto.

Momenti di tensione

Nonostante gli appelli dei familiari di Fakir per una manifestazione pacifica in un “giorno di lutto”, la violenza è esplosa. La marea di manifestanti, caratterizzata dalla presenza di antagonisti, si è diretta verso la Prefettura, intensificando le tensioni. Interventi singoli per calmare la folla, come quello di una donna con hijab che tentava di fermare un giovane, sono stati inefficaci.

Malore per la sorella di Fakir

Il presidio, avviato dal sindaco Matteo Lepore alle 19, ha visto momenti emotivamente intensi, culminati con un episodio di malore per la sorella di Abderrhaim, Kadija, che ha richiesto l’intervento di un’ambulanza. Fortunatamente, non è in pericolo.

La nipote: “No odio, ma giustizia”

Yosra, nipote di Fakir, ha espresso il suo dolore e la sua richiesta di giustizia: “Non siamo qui per chiedere odio o vendetta, ma giustizia, rispetto e soprattutto umanità”. Le autorità, incluso il questore Gaetano Bonaccorso, sono stati informati della situazione, con Lepore che ha sottolineato l’urgenza di risposte legali rispetto agli eventi tragici.

Oggetti contro la polizia, partiti gli idranti

Quando le manifestazioni di cordoglio si sono trasformate in slogan contro le forze dell’ordine, la situazione è degenerata ulteriormente. La folla, ora radunata sotto la Prefettura, ha continuato a lanciare oggetti contro i poliziotti, portando all’uso degli idranti da parte delle forze di sicurezza per disperdere il gruppo. Un’elicottero ha sorvolato la città per monitorare la situazione.

L’avvocato Anselmo: “Scontri, attacco alla famiglia di Fakir”

Fabio Anselmo, legale della famiglia Fakir, ha descritto gli scontri come “una ferita” e un “attacco alla famiglia che ha chiesto calma, educazione e rispetto”. Un gruppo di antagonisti ha continuato a lanciare oggetti contro la polizia, contribuendo a una Bologna divisa tra dolore per la tragedia e violenza durante le manifestazioni.

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