Il 25 dicembre 2025 bombardieri strategici russi in grado di trasportare armi nucleari hanno effettuato un volo definito “pianificato” a nord della Scandinavia, alimentando nuove preoccupazioni per la sicurezza regionale. Secondo quanto comunicato da Mosca, i Tu-95MS hanno sorvolato acque internazionali nel Mare di Barents e nel Mare di Norvegia, mentre in alcuni tratti del percorso sono stati affiancati da caccia di Paesi stranieri, come riportato da un volo pianificato dei bombardieri russi a nord della Scandinavia. Il ministero della Difesa russo non ha precisato né la data esatta dell’operazione né le nazioni coinvolte nelle attività di monitoraggio.
L’episodio si inserisce in un contesto di crescente tensione lungo i confini settentrionali della Nato, dove Mosca continua a mantenere una presenza militare visibile senza violare formalmente lo spazio aereo degli alleati. Questi voli contribuiscono a creare un clima di pressione costante e obbligano i Paesi della regione a mantenere elevati livelli di allerta.
I Tu-95 come strumento di pressione strategica
I Tu-95 sono bombardieri strategici a turboelica progettati negli anni Cinquanta, ma tuttora operativi come vettori di missili nucleari e convenzionali. La loro presenza nei cieli del Nord Europa non ha solo un valore simbolico, ma rappresenta un chiaro segnale politico e militare, volto a testare i tempi di reazione e l’efficacia dei sistemi di allerta precoce della Nato.
La scelta del teatro artico e nord-atlantico non è casuale. Quest’area è cruciale per le rotte transatlantiche e per l’architettura di difesa collettiva dell’Alleanza. Ogni missione di questo tipo comporta un dispendio di risorse per gli alleati, inserendosi in una strategia di lungo periodo che mira a logorare la capacità di risposta occidentale.
Dal Nord Europa alla guerra in Ucraina
Questi bombardieri sono regolarmente impiegati anche nella guerra contro l’Ucraina, dove vengono utilizzati per lanciare attacchi missilistici su vasta scala, in particolare contro infrastrutture energetiche. All’inizio di dicembre, velivoli dello stesso tipo hanno partecipato a una delle offensive più massicce, costringendo Paesi come la Polonia a rafforzare temporaneamente la propria difesa aerea per il rischio di sconfinamenti.
Il loro impiego operativo nel conflitto riduce la credibilità della narrazione russa che presenta tali voli come semplici attività di routine o addestramento. Si tratta di piattaforme già testate in combattimento, il cui utilizzo ha conseguenze dirette sulla sicurezza europea.
Un messaggio globale e coordinato
Nel dicembre 2025, analoghe critiche sono arrivate anche da Giappone e Corea del Sud per voli congiunti di aerei militari russi e cinesi vicino ai loro territori. Secondo Tokyo, bombardieri Tu-95 russi e H-6 cinesi hanno effettuato missioni coordinate tra il Mare del Giappone e il Mar Cinese Orientale, rafforzando l’impressione di una pressione simultanea su più fronti.
Questo approccio consente a Mosca di presentarsi come un attore globale capace di operare sia in Europa sia nell’Indo-Pacifico, nonostante il peso della guerra in Ucraina. Allo stesso tempo, tali manovre sottolineano come la sicurezza della Scandinavia e quella dell’Ucraina siano sempre più interconnesse, rendendo il sostegno militare e politico a Kiev parte integrante della deterrenza sul fianco nord della Nato.