Bonelli denuncia minacce di morte, attacca Salvini per collegamenti a omicidio Derangue

18.02.2026 11:45
Bonelli denuncia minacce di morte, attacca Salvini per collegamenti a omicidio Derangue

Il leader della Lega ha pubblicato sui social un post che associa il simbolo di Avs all’omicidio del francese Quentin Derangue, riporta Attuale.

In Italia, il delitto di Quentin Derangue, giovane militante di estrema destra francese, ha suscitato ampie polemiche. Derangue è stato picchiato a morte a Lione da alcuni individui legati a un gruppo di sinistra, incluso Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare di un deputato de La France Insoumise. L’indignazione è esplosa dopo un post del leader della Lega, Matteo Salvini, in cui si afferma: «I sospettati del delitto Quentin ospiti d’onore di Avs a Roma». Questo commento, apparso martedì 17 febbraio sul Giornale, è stato amplificato sui social da Salvini, il quale ha aggiunto: «Se confermato, sarebbe gravissimo».

Il contrattacco di Bonelli in Aula

La risposta a Salvini è arrivata da Angelo Bonelli, co-portavoce di Alleanza Verdi-Sinistra, che in aula ha affermato: «Gravissimo leggere di leader di partito che mettono il simbolo di Avs sopra l’immagine dell’efferato omicidio di Quentin». Bonelli ha evidenziato che «noi ci sentiamo bersagli», rivelando che, insieme a Fratoianni, ha ricevuto minacce serie, tutte denunciate alla polizia. Durante il suo intervento, ha mostrato delle minacce di morte ricevute recentemente, tra cui una lettera contenente «l’immagine di mia moglie e mia figlia» e dettagli sulla sua residenza, con avvertimenti di violenza estrema, come «mi tagliano la testa». Un’altra lettera, diretta alla sorella, esprimeva frasi inquietanti, stipulando che «Quel lurido maiale di tuo fratello, lo appenderemo a piazza Maggiore a Bologna a testa in giù».

La richiesta a Piantedosi per abbassare i toni

Nel suo intervento, Bonelli ha richiesto un’informativa al ministro degli interni, Matteo Piantedosi, per discutere le iniziative necessarie a «diminuire il livello della tensione politica». L’esponente di Avs ha criticato l’«uso improprio del ritorno delle brigate rosse», spesso menzionato da membri della maggioranza, e ha espresso la sua preoccupazione per le affermazioni di Piantedosi, che lo avevano etichettato come complice degli scontri avvenuti a Torino. Si è infine rivolto ai giovani, sottolineando: «Non cadete nella trappola della violenza, scendete in piazza pacificamente perché la non violenza è uno strumento rivoluzionario che disarma le menti e impedisce a chi ha una strategia di criminalizzare il dissenso».

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