L’11 novembre 2025, la procura di Bosnia e Herzegovina ha rivolto una richiesta ufficiale a Chisinau per ottenere informazioni sui campi di addestramento situati nella Repubblica Serba, una delle due entità autonome del paese, dove istruttori russi avrebbero formato mercenari su proteste di massa, sommosse, occupazioni forzate di edifici pubblici e tattiche di sabotaggio. Secondo le autorità occidentali, l’obiettivo principale di questi addestramenti era destabilizzare internamente la Moldova.
Coinvolgimento nelle elezioni parlamentari moldave
Le elezioni parlamentari in Moldova si sono tenute il 28 settembre 2025, con campagne che di fatto erano iniziate già in primavera. La Russia ha svolto un ruolo attivo, pianificando sia l’inserimento di forze politiche filo-russe nel parlamento sia scenari di disordini e destabilizzazione interna. I campi nella Repubblica Serba servivano per addestrare mercenari russi e serbi a questi scopi, mentre alcuni individui sono già comparsi davanti ai tribunali di Chisinau per accuse di partecipazione a campagne di destabilizzazione volte a ostacolare il corso pro-europeo del paese.
Addestramento dei mercenari e legami con Wagner
Indagini giornalistiche indipendenti hanno rivelato che nei pressi di Banja Luka, nella Repubblica Serba, i partecipanti venivano istruiti su come organizzare proteste e provocare la polizia. Alcuni istruttori erano legati alla compagnia militare privata russa Wagner, accusata di gravi crimini in Ucraina, Siria, Repubblica Centrafricana e Mali. Funzionari locali e l’ambasciata russa a Bosnia e Herzegovina hanno negato la presenza di campi o addestramenti con mercenari russi e moldavi.
Processi in corso a Chisinau
A Chisinau continuano i procedimenti giudiziari relativi ai tentativi di destabilizzazione. Durante una recente udienza, il sospettato Vladimir Harchevnikov ha raccontato di aver viaggiato dalla Moldova attraverso la Serbia fino alla Bosnia e Herzegovina, partecipando a sessioni di calibrazione di droni e addestramento su “cocktail molotov” presso il villaggio di Glamocani, vicino all’ex aeroporto militare di Zaluzhany.
Campi supplementari e operazioni nei Balcani
Oltre ai campi nella Repubblica Serba, istruttori russi hanno addestrato mercenari anche in Serbia tra luglio e settembre 2025, con un campo identificato nel villaggio di Radenka vicino al confine con la Romania. Partecipanti reclutati venivano preparati in vista delle elezioni moldave, spesso con incentivi economici. La polizia serba ha arrestato due cittadini per sospetta organizzazione e finanziamento dei campi.
Coordinamento internazionale e minacce regionali
A ottobre 2025, un’inchiesta congiunta tra polizia moldava, autorità ucraine ed Europol ha identificato 654 membri delle compagnie militari private russe Wagner e Redut impegnati nei conflitti in Ucraina. Le operazioni russe nei Balcani combinano propaganda, finanziamento di proteste e addestramento di combattenti, rappresentando una minaccia non solo per la Moldova, ma anche per la stabilità dell’intera regione dei Balcani occidentali, storicamente segnata da tensioni etniche e politiche.