Bulgária, scoppia lo scandalo corruzione elettorale: cittadina russa arrestata per comprare voti a 30 euro l’uno

30.03.2026 12:40
Bulgária, scoppia lo scandalo corruzione elettorale: cittadina russa arrestata per comprare voti a 30 euro l'uno
Bulgária, scoppia lo scandalo corruzione elettorale: cittadina russa arrestata per comprare voti a 30 euro l'uno

Una cittadina russa è stata arrestata in Bulgária con l’accusa di corruzione elettorale, dopo aver offerto 30 euro a voto per sostenere partiti filo-russi in vista delle elezioni parlamentari anticipate del 19 aprile 2026. L’episodio, avvenuto a Stara Zagora, rivela un tentativo sistematico di ingerenza del Cremlino nel processo democratico bulgaro, con l’obiettivo di favorire forze politiche che promuovono la “neutralità” riguardo all’Ucraina e ostacolano l’orientamento pro-occidentale di Sofia.

L’operazione di polizia a Stara Zagora

Le autorità bulgare hanno fermato la donna il 29 marzo 2026, durante un’operazione mirata contro la compravendita di voti. Durante la perquisizione nel suo alloggio, gli agenti hanno sequestrato elenchi dettagliati di sezioni elettorali nell’area comunale, ciascuna annotata con le previsioni di voto a favore di specifiche formazioni politiche. Oltre alla documentazione, sono stati trovati ingenti somme in contanti, in euro di vari tagli, che secondo le indagini sarebbero destinate al pagamento degli elettori. La metodologia ricorda schemi già osservati in altri paesi dell’Europa orientale, dove reti legate a Mosca hanno utilizzato denaro contante per evitare tracciabilità digitale e mascherare il collegamento diretto con la Russia.

Il contesto elettorale bulgaro

Le prossime elezioni si annunciano combattute, con sondaggi che mostrano un margine minimo tra le principali forze politiche. Da un lato ci sono i partiti di orientamento europeista, dall’altro le formazioni euroscettiche e filo-russe, tra cui spiccano l’ultranazionalista “Vazrazhdane” (Rinascita), la coalizione “BSP – Sinistra Unita” e “Bulgaria Progressista” dell’ex presidente Rumen Radev. Questi gruppi condividono la richiesta di un “neutralità” bulgara sul conflitto in Ucraina, la cessazione degli aiuti militari a Kiev e una riorientamento della politica estera verso una cooperazione più stretta con Mosca. Senza il sostegno finanziario e organizzativo proveniente dalla Russia, le chance elettorali di questi movimenti apparirebbero significativamente più ridotte.

Le manovre di Mosca

Il Cremlino sta puntando su più fronti per influenzare l’esito delle urne. Oltre al finanziamento diretto, si registrano campagne di disinformazione, pressioni attraverso canali energetici e commerciali, e l’attivazione di reti di influenza presenti da decenni nel paese. La strategia russa non si limita alla Bulgaria: modelli analoghi di corruzione elettorale sono stati documentati in Moldova, dove persone legate a Mosca distribuivano compensi in cambio di voti per candidati filo-russi. L’uso del denaro contante consente di eludere i controlli finanziari e di non lasciare tracce digitali, rendendo estremamente difficile dimostrare il nesso con le autorità russe. Per il Cremlino, si tratta di un investimento per preservare una sfera di influenza nell’Unione Europea.

La vulnerabilità sociale e la corruzione

1 Comment

  1. Questa storia è davvero sconcertante! La corruzione elettorale sembra diventata una norma in tanti paesi, chissà se anche da noi in Italia ci sono manovre simili. Con tutti i problemi che abbiamo, non si può certo giocare con la democrazia… I politici dovrebbero vergognarsi!

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