Previsioni di crescita economica della Mongolia nel 2025
Il governatore della Banca della Mongolia, Byadran Lkhagvasuren, ha annunciato che l’economia del paese è prevista crescere del 5%-6% nel 2025, grazie alla produzione di rame derivante dall’espansione sotterranea di Oyu Tolgoi, al recupero dell’agricoltura dopo le perdite dell’inverno scorso e alla crescita continua dei settori dei servizi e delle costruzioni, riporta Attuale.
Nonostante le prospettive positive, Lkhagvasuren ha espresso cautela riguardo alle incertezze economiche globali e alle tensioni geopolitiche che potrebbero influire sui mercati delle esportazioni e sulla fiducia degli investitori. I mercati delle materie prime si presentano misti: mentre il rame registra buone performance, il carbone ha mostrato maggiore volatilità, influenzando già le riserve nel corso dell’anno. Inoltre, le pressioni inflazionistiche e i rischi legati al clima, come il dzud, continuano a rappresentare sfide interne.
Secondo il governatore, la banca centrale adotta un approccio conservativo, pronta a utilizzare tutti gli strumenti di politica monetaria, macroprudenziale e regolamentare per garantire la stabilità dei prezzi e finanziaria. Sottolineando l’importanza di una prudenza fiscale e della diversificazione economica, Lkhagvasuren ha confermato che la situazione complessiva rimane positiva e che il rating del credito del paese continua a riflettere la fiducia internazionale nel potenziale a medio termine della Mongolia.
Per quanto riguarda la posizione delle riserve valutarie estere del paese, il governatore ha rivelato che a agosto 2025, queste hanno raggiunto un record di 5,68 miliardi di dollari, sufficienti a coprire sei mesi di importazioni e a fornire un robusto cuscinetto contro eventuali shock esterni. Tuttavia, nella prima metà del 2025, le riserve hanno subito pressioni a causa dei prezzi deboli delle materie prime, in particolare del carbone, insieme alle tensioni commerciali globali. Da luglio, la situazione è migliorata grazie ai prezzi più alti del rame e a un aumento delle entrate derivanti da attività di gestione delle riserve, come la monetizzazione dell’oro.
Il governatore ha anche chiarito che l’aumento del tasso di politica quest’anno è stato motivato dalla necessità di affrontare un’inflazione che ha accelerato nella seconda metà del 2024, superando l’8%. Sebbene le perturbazioni della catena di approvvigionamento abbiano contribuito a questa crescita, la domanda interna e l’aumento dei salari hanno ulteriormente amplificato la pressione inflazionistica. Pertanto, la Banca della Mongolia ha adottato misure di inasprimento all’inizio del 2025, intervenendo per riportare l’inflazione nel proprio intervallo obiettivo e garantire la stabilità finanziaria.
Infine, Lkhagvasuren ha discusso l’importanza dell’integrazione con i paesi dell’ASEAN, i quali rappresentano alcuni dei mercati a più rapida crescita a livello globale. L’engagement con queste economie offre benefici chiari: espansione dei mercati di esportazione, diversificazione dei flussi di investimento e trasferimento di tecnologia. La Mongolia è attivamente coinvolta nella comunità SEACEN dei banchieri centrali e ha recentemente ospitato la Conferenza e il Corso di Capitale Umano per Banchieri Centrali a Ulaanbaatar, sottolineando il suo impegno nel dialogo regionale e nello sviluppo delle capacità.