Il guanto del killer di Piersanti Mattarella scomparso: il mistero della prova chiave nel delitto irrisolto

24.10.2025 15:15
Il guanto del killer di Piersanti Mattarella scomparso: il mistero della prova chiave nel delitto irrisolto

Palermo, 24 ottobre 2025 – “Un guanto di mano destra, in pelle di colore scuro marrone antistante al sedile anteriore destro”. Così la polizia scientifica descriveva quella prova recuperata nella Fiat 127, rubata, usata dai killer dell’ex presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella. E di quel guanto parlò anche il ministro degli Interni dell’epoca, Virginio Rognoni, in un’informativa urgente al Parlamento, dopo il delitto che aveva sconvolto Palermo e l’Italia. Ma, stranamente, di quel reperto, che pure era stato fotografato dentro l’auto dopo il suo ritrovamento, non fu dato atto nel rapporto che la Squadra mobile aveva stilato nel febbraio del 1980, a meno di un mese dell’omicidio. Adesso la Procura di Palermo accusa l’ex funzionario della Mobile Filippo Peritore di averlo fatto sparire, mettendo così in atto un depistaggio delle indagini, riporta Attuale.

Il ruolo di Peritore

Stando a una serie di atti dell’epoca, Peritore (finito oggi agli arresti domiciliari) sin dal giorno dopo il delitto attribuì all’oggetto una destinazione diversa rispetto al resto del materiale, che invece fu restituito al proprietario della macchina usata dai killer. Il guanto sarebbe stato recapitato all’allora sostituto procuratore Pietro Grasso, magistrato titolare delle indagini sull’omicidio Mattarella attraverso l’agente della Scientifica Di Natale. “Tuttavia, la prassi adottata presenta diverse preoccupanti stranezze”, dicono i pm. Risulta infatti poco comprensibile che un oggetto, su cui si sarebbero dovuti fare accertamenti, sia stato consegnato dalla Squadra mobile (tramite un appartenente alla Polizia scientifica che semmai avrebbe dovuto riceverlo per svolgere le analisi) al magistrato che nessuna indagine tecnica avrebbe potuto compiere. “L’anomalia diventa ancor più sospetta – per la procura palermitana – se si considera che non solo il guanto è sparito, ma non risulta nemmeno alcun verbale di consegna o atto equivalente a firma del pm o della sua segreteria”.

Il sistema adottato, di fingere di aver dato un reperto così importante a un operatore di polizia che non aveva alcuna competenza in materia e che non faceva parte della Scientifica, “generò una stasi investigativa a causa della quale il guanto venne definitivamente dimenticato”, scrivono gli inquirenti della procura di Palermo nella richiesta di custodia cautelare. “Non si rivela una inaudita novità – si legge ancora nell’atto giudiziario – che per tale delitto figure istituzionali abbiano sviato, depistato, inquinato, ritardato le investigazioni sugli autori materiali del delitto, addirittura attraverso la soppressione di una fonte di prova privilegiata, l’unica che avrebbe potuto condurre direttamente all’assassino”. Questo sarebbe avvenuto “per finalità di copertura la cui intima essenza rimane oggetto degli accertamenti in corso sull’identificazione degli autori dell’omicidio”.

1 Comment

  1. Incredibile come si possano perdere prove così importanti. Ma si sa, in Italia la giustizia a volte fa acqua da tutte le parti. Dov’è la trasparenza? Chissà quanti altri segreti ci sono dietro questo omicidio che nessuno ha mai svelato…

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