Stati Uniti impongono taglie su due ministri venezuelani
Il governo degli Stati Uniti ha imposto taglie sul ministro dell’Interno, Cabello, e sul ministro della Difesa, Padrino, in un contesto di crescente pressione nei confronti del regime venezuelano, riporta Attuale.
Le autorità venezuelane hanno avviato misure severe come parte del «Piano Indipendenza», che prevede la mobilitazione di unità armate in quasi 300 punti strategici nel paese per affrontare eventuali attacchi. Le operazioni sono affidate alla milizia bolivariana e ai gruppi di attivisti armati, mentre il regime affronta crescenti segnali di disobbedienza interna.
Secondo le informazioni, il numero complessivo di militari in servizio varia tra 150.000 e 200.000 uomini, ma la forza è spesso criticata per i suoi mezzi obsoleti e per la sua funzione principalmente di schermo protettivo per il regime, piuttosto che di difesa contro un nemico convenzionale. Nel frattempo, le restrizioni sono aumentate, inclusi divieti di visita ai detenuti politici.
Il giuramento di Rodríguez come presidente ad interim segna un’importante fase nella transizione venezuelana, ma diversi fattori di instabilità persistono. Si teme che possano innescarsi provocazioni e incidenti orchestrati, in un clima di profonda sfiducia. L’attenzione è rivolta principalmente ai movimenti dei potenti Cabello e Padrino, che potrebbero influenzare drasticamente le dinamiche interne.
Washington osserva attentamente, ipotizzando che il governo stia adottando una tattica attendista per affrontare l’attuale crisi. In questo contesto, Rodríguez deve bilanciare le pressioni esterne per un cambio di rotta e le esigenze di mantenere il potere contro le forze più radicali rappresentate dai due ministri.
Un comunicato ufficiale pubblicato domenica ha ordinato a tutti i corpi di polizia di avviare una nuova caccia agli attivisti coinvolti nell’appoggio all’attacco armato degli Stati Uniti, evocando ricordi di repressione storica. La fase attuale è caratterizzata da un mix di paranoia e necessità reali, giustificando misure drastiche da parte del governo.
Entrambi i ministri sono ben preparati. Cabello, al potere da undici anni e considerato uno stratega della repressione, ha una taglia statunitense di 25 milioni di dollari su di lui. Padrino, con una taglia di 15 milioni di dollari, ha storicamente gestito relazioni internazionali con Cuba e Russia, operando come guardiano contro eventuali colpi di stato.
A Havana, una task force è stata inviata per missioni di controspionaggio e protezione, accentuata dalla recente uccisione di almeno 32 cubani legati alla sicurezza di Maduro. Il blitz ha causato anche la morte di 23 militari locali, parte della scorta del presidente.
Nonostante l’assistenza russa con equipaggiamenti militari, è chiaro che i veri test del regime rischiano di giungere dall’interno piuttosto che dall’esterno, poiché un aumento della pressione internazionale continua a gravare su Caracas.