Scandalo urbanistico a Milano: un sistema di interessi e corruzione
Milano – Un singolo progetto, la “proposta per una palazzina con villa in via Mosca 153”, è emerso come incarico professionale nel 2022 dall’ex presidente della Commissione per il paesaggio, Giuseppe Marinoni. Un documento, redatto il 28 marzo 2023 e archiviato presso la segreteria dell’organismo tecnico-consultivo, rappresenta secondo gli inquirenti un chiaro esempio della “mancata segnalazione di conflitti d’interessi” da parte del professionista coinvolto anche in altri progetti presentati alla commissione che presiedeva, senza astenersi. Una situazione che, come evidenziato dalla Gdf, è stata agevolata dalla genericità e ambiguità dei verbali delle riunioni, trasformando l’organismo in un centro di potere e scambi di favori. Tali violazioni riguardano anche l’obbligo di segnalare potenziali conflitti d’interessi, come stabilito dalla legge di Paola Severino, ora consulente di Coima Sgr, la società di gestione immobiliare fondata da Manfredi Catella, riporta Attuale.
Dall’analisi di una vasta mole di documenti collegati all’inchiesta dei pm Petruzzella, Filippini e Clerici sulla gestione urbanistica a Milano, è emersa “l’esistenza di un vero e proprio sistema”. Difatti, si tratta di una “commistione sinergica tra mondo dell’imprenditoria, mondo della politica e l’apparato tecnico-amministrativo del Comune” per garantire forti opportunità per gli investitori nel settore immobiliare, grazie a normative reinterpretate che semplificano le procedure autorizzative eludendo le disposizioni della legislazione nazionale. Questo intreccio di interessi è stato rilevato anche attraverso l’analisi dei Smartphone sequestrati a Marinoni e all’architetto Stefano Boeri, entrambi indagati.
Tra i messaggi scambiati emergono almeno 22 incontri tra Catella, dirigenti di Coima e l’assessore Giancarlo Tancredi, il primo dei quali risale al 14 marzo 2022. Diversi incontri nel 2023 riguardano il “Pirellino”, un progetto che Catella e Boeri cercavano di promuovere. Nel corso del 2023, ci sono state riunioni tra Tancredi, Marinoni e Boeri, e anche incontri informali in bar della città per discutere di progetti senza rispettare le normali pratiche di trasparenza richieste dalla commissione. Le agende rivelano scambi di favori, con Catella che comunica l’intenzione di passare un progetto nel luglio 2022, il quale avrà poi ricevuto un parere “favorevole condizionato” dalla commissione.
La Gdf annota una “piena sintonia” tra il commissario e il costruttore, entrambi accusati di corruzione. Catella, nello stesso periodo, invia a Marinoni un elenco dettagliato di progetti Coima da esaminare, suggerendo che la maggior parte del proposte ha ottenuto approvazione. Questo comportamento testimonia la collusione tra i due, con Catella che riconosce l’importanza delle verifiche preliminari per i progetti significativi urbani, mentre Marinoni accetta di collaborare.
Le pressioni non provengono solo dal settore privato; anche l’ex assessora all’urbanistica Ada Lucia De Cesaris ha operato su Tancredi, richiamando l’urgenza di approvare alcuni progetti. Su un intervento dell’Opera San Francesco, la Commissione di paesaggio aveva avanzato delle perplessità. De Cesaris scrisse a Tancredi lamentando il rischio dei finanziamenti, mentre Tancredi rispondeva con critiche a progetti simili, sottintendendo che la pressione provenisse da più fronti. In seguito, un incontro ha portato all’approvazione del progetto contestato.
Questo scandalo ha messo in luce non solo l’inefficienza dei meccanismi di controllo, ma anche una rete complessa di interessi che offre spunti di riflessione sulla gestione dell’urbanistica a Milano. L’osservazione di questi eventi denuncia la necessità di riforme strutturali e di una maggiore trasparenza nel rapporto tra pubbliche autorità e privati, al fine di salvaguardare l’integrità del processi decisionali nella pianificazione urbana.