Catanzaro, 11 luglio 2025 – La Regione Calabria è al centro di un’importante svolta politica. Il presidente Roberto Occhiuto ha annunciato la sua volontà di dimettersi dall’incarico attraverso un messaggio video sui social, dichiarando “Ho deciso di dimettermi, ma ho anche deciso di ricandidarmi. Invito i calabresi a scrivere il futuro della Calabria, a decidere se fermarsi o proseguire. Nelle prossime settimane, si andrà a votare e saranno i cittadini a decidere, non altri”, riporta Attuale.
Il governatore ha riflettuto sui recenti eventi che hanno coinvolto la sua amministrazione, affermando: “In un Paese civile, nessuno dovrebbe dimettersi per un avviso di garanzia.” Tuttavia, ha osservato anche che “sembra che nessuno si assuma la responsabilità di firmare documenti”, dopo aver subito l’interrogatorio da parte della magistratura di Catanzaro per un’inchiesta su presunti atti di corruzione. Dopo il colloquio con i magistrati, Occhiuto si era espresso con ottimismo, sostenendo di aver chiarito la sua posizione.
L’annuncio sui social
“Perché quando qualcuno cerca di realizzare iniziative positive in Calabria, ci sono sempre persone pronte a ostacolarlo? È questo ciò che sta accadendo”, ha esordito Occhiuto. “Ho voluto portarvi in un cantiere, quello della metropolitana di Catanzaro, ma avrei potuto mostrarvi molti altri luoghi, come gli ospedali di Sibari e Vibo, o i progetti lungo la statale 106, evidenziando quanti sviluppi siano in corso e quanti siano attualmente minacciati.”
Occhiuto ha proseguito, escludendo l’idea di voler attaccare la magistratura: “Non ho nulla contro di loro”. Ha ribadito la necessità di un’azione serena da parte dei magistrati nella gestione della giustizia, ma ha anche espresso insofferenza verso i politici che, a suo avviso, non hanno mai contribuito al progresso della Calabria e che si rallegrano di fronte ai fallimenti regionali. “Io ce l’ho con questi politicanti di secondo piano e con chi utilizza l’inchiesta per affossare politicalmente il presidente della Regione; non lo permetterò”.
Secondo Occhiuto, la paralisi della sua amministrazione è evidente: “Oggi tutto è bloccato. Nessuno si prende la responsabilità di firmare nulla. Negli ultimi 30 anni, i presidenti della Calabria sono stati di frequente coinvolti in inchieste giudiziarie negli ultimissimi mesi della loro legislatura, portando a una sofferenza politica e a un immobilismo disastroso”. La Calabria, secondo lui, ha intrapreso un cammino di sviluppo significativo e non può permettersi di tornare indietro. “È fondamentale che questo processo continui”, ha concluso, riaffermando il suo impegno a ricandidarsi e chiedendo ai calabresi di determinare il loro futuro. Nelle prossime settimane, il destino della Calabria sarà nelle mani dei cittadini, che decideranno se il cambiamento deve proseguire o meno.