Calenda a Salvini: «Non posso collaborare con chi ospita neonazisti e cocainomani»

25.01.2026 14:55
Calenda a Salvini: «Non posso collaborare con chi ospita neonazisti e cocainomani»

L’intervento del leader di Azione, Carlo Calenda, ospite dell’evento di Forza Italia, è giunto nel contesto della polemica riguardante la visita al ministero dell’esponente dell’estrema destra britannica Tommy Robinson, invitato da Matteo Salvini, riporta Attuale.

Calenda ha affermato: «Questo Paese ha disperatamente bisogno di liberali, popolari e riformisti» e ha invitato a non «sottomettersi né a sovranità di destra né a estremisti di sinistra». Durante il suo discorso, ha proseguito: «Faremo quel percorso e se ci sarà spazio per lavorare insieme sarò felicissimo, perché io a condividere un partito con Conte, Bonelli, Fratoianni, Vannacci e Salvini proprio non ce la faccio».

La polemica per la visita di Tommy Robinson

La critica di Calenda è stata diretta nei confronti della recente visita di Tommy Robinson, ospite di Matteo Salvini. Dal palco della manifestazione, Calenda ha affermato: «Non posso stare con chi riceve neonazisti cocainomani in un ministero della Repubblica Italiana». Ha spiegato la sua posizione, evidenziando che l’Italia ha un disperato bisogno di liberali e riformisti, e ha sottolineato la sua avversione per l’idea di alleanze con personaggi politici come Conte e Salvini. Anche il vicepremier Antonio Tajani si è espresso in modo simile, affermando: «È incompatibile con i miei valori. Io non lo incontro. Salvini vede chi vuole. Lui fa il suo, noi facciamo il nostro».

L’omaggio a Silvio Berlusconi

La manifestazione “Più libertà, più crescita” ha celebrato i 32 anni dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi e ha segnato l’avvio della campagna referendaria sulla riforma della giustizia. Il teatro Manzoni di Milano era gremito, con 1.300 posti occupati, e l’apertura è stata segnata dall’inno di Forza Italia e dall’inno nazionale. Presenti i vertici del partito: oltre a Tajani, il presidente del Piemonte Alberto Cirio, il vicesegretario Stefano Benigni, il ministro Paolo Zangrillo, la presidente della Consulta nazionale Letizia Moratti, e il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. In prima fila vi era Marta Fascina, visibilmente commossa, e ha partecipato anche Paolo Berlusconi. Il partito ha preso posizione sul referendum sulla giustizia, alzando in alto i cartelli con il “sì”.

1 Comment

  1. Ma dai, non si può proprio tollerare questa situazione! Calenda ha ragione, non possiamo mescolarci con chi dà spazio a simili personaggi. L’Italia merita politici seri e rispettabili. È bello vedere qualcuno che si oppone a questa destra estrema!

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