La manifestazione di dissenso dei vannacciani in piazza Montecitorio il 15 gennaio durante il voto sugli aiuti all’Ucraina ha attirato l’attenzione per la sua modesta partecipazione: appena nove persone. Alcuni l’hanno definita un evento simbolico, paragonabile a una squadra di calcetto improvvisata. Questa situazione riflette il complesso universo leghista, caratterizzato da diverse sensibilità e crescenti tensioni interne, soprattutto da quando l’eurodeputato Roberto Vannacci è stato nominato vicesegretario del partito, riporta Attuale.
Negli ultimi giorni, è emerso che alcuni membri hanno deciso di abbandonare il Carroccio per unirsi a Forza Italia, guidata da Antonio Tajani. Fonti interne alla Lega affermano che il trasferimento dei due leghisti Davide Bergamini e Attilio Pierro non sarebbe direttamente collegato alle tensioni interne, ma non si può ignorare il fatto che questi nomi si aggregano a una lista crescente di esponenti che negli ultimi tempi hanno lasciato il partito. Questo tema è stato discusso anche all’ultimo vertice interno, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto era impegnato in Aula a riferire sulla risoluzione di maggioranza riguardante la proroga degli aiuti militari per l’Ucraina.
I cambi di casacca da Lega a Forza Italia
Quattro sono i nomi di chi ha lasciato la “casacca” leghista dall’inizio della legislatura per unirsi a un altro partito. Oltre a Bergamini e Pierro, si trova anche Antonino Minardo, ex esponente di Forza Italia, che ha iniziato il suo mandato con la Lega ed è stato eletto presidente della Commissione Difesa, ma ha poi deciso di tornare sotto il simbolo azzurro. Anche il deputato Davide Bellomo ha abbandonato il Carroccio, approdando a Forza Italia. In sostanza, la traiettoria è chiara: dalla Lega a Forza Italia, senza deviazioni.
Una decina di parlamentari bussano alle porte della Lega
Tuttavia, lo scambio potrebbe non essere unidirezionale. Secondo fonti di maggioranza, ci sarebbero circa dieci parlamentari pronti a contattare la Lega. Salvini ha comunicato questa situazione ai suoi, sebbene senza rivelare i nomi. Nelle ultime settimane, alcuni deputati hanno notato un gruppo di esponenti di Forza Italia del Nord, provenienti da Lombardia e Veneto, che ha cominciato a frequantare con maggiore regolarità l’ambiente leghista, partecipando a incontri informali come cene. Questo avvicinamento potrebbe essere legato a considerazioni politico-elettorali: la Lega gode di una base più solida al Nord, mentre Forza Italia continua a essere più forte nel Mezzogiorno, risultando più debole al Nord, sebbene governi in Piemonte.
Le riflessioni durante la riunione di ieri
Durante la riunione di ieri, il congedo di Bergamini e Pierro è stato trattato brevemente: «Ci abbiamo dedicato un minuto», hanno spiegato fonti interne. Dal Carroccio è giunta una comunicazione chiara: «La Lega non è una caserma, chi vuole andare vada». Tuttavia, questo messaggio lascia intravedere un retroscena, poiché secondo alcune ricostruzioni, gli addii rientrerebbero in un contesto di discussioni politiche e valutazioni personali sviluppate recentemente, in vista delle prossime elezioni. In questo contesto, sempre secondo fonti leghiste, Salvini ha commentato: «Anche noi abbiamo richieste», sottolineando però di non voler promettere nulla a nessuno.