Candidatura di Donatella Di Cesare in Calabria provoca scontro tra destra e sinistra

02.09.2025 06:35
Candidatura di Donatella Di Cesare in Calabria provoca scontro tra destra e sinistra

Polemiche in Calabria per la candidatura di Donatella Di Cesare

La candidatura della professoressa Donatella Di Cesare come consigliera regionale in Calabria sta generando forti tensioni tra il centrodestra e il centrosinistra. La situazione si è intensificata a seguito di un controverso commento sui social media dell’anno scorso, in cui la docente si era espressa riguardo alla morte della brigatista rossa Barbara Balzerani: “La tua rivoluzione è stata anche la mia. Le vie diverse non cancellano le idee”, riporta Attuale.

Il nome di Di Cesare, attualmente docente di Filosofia presso La Sapienza di Roma, è emerso tra le proposte per la lista civica a sostegno del candidato governatore Pasquale Tridico del M5s, parte del campo largo. Fabio Rampelli di FdI ha criticato aspramente la sua candidatura, definendola una “seriale istigatrice di odio”. In risposta, Tridico ha difeso Di Cesare, esprimendo sorpresa e sconcerto per gli attacchi ricevuti, e l’ha descritta come “pacifista e femminista”.

Tuttavia, nel centrosinistra l’indignazione è palpabile. L’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, attualmente attivo con i comitati ulivisti “Più Uno”, ha commentato: “Aldo Moro e gli uomini della sua scorta furono assassinati dalle Br. Tra i protagonisti di quella pagina c’era anche Barbara Balzerani. È inaccettabile che venga proposta la candidatura di una docente che l’ha ricordata con nostalgia”.

In difesa di Di Cesare è intervenuta la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti, che ha definito ridicola la “polemica contro un’importante intellettuale pacifista e antirazzista”. La questione, quindi, verte non solo sul merito della candidatura, ma anche sulle implicazioni ideologiche e storiche legate alle figure del passato.

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