Carburante esaurito all’aeroporto di Brindisi: emergenza per il trasporto aereo

07.04.2026 06:55
Carburante esaurito all'aeroporto di Brindisi: emergenza per il trasporto aereo

Tensione nel mercato energetico globale durante la festività del lunedì dell’Angelo

Mentre l’Europa si fermava ieri per la festività del lunedì dell’Angelo, il mercato energetico globale viveva una giornata di estrema tensione operativa, restituendo un’immagine plastica di un settore in bilico tra la speranza di una de-escalation diplomatica e la rigidità strutturale dei fondamentali. La notizia di possibili colloqui per una tregua di 45 giorni tra Washington e Teheran, rimbalzata con insistenza negli ultimi giorni, ha agito come un parziale e temporaneo calmante sulle quotazioni internazionali. Calmante che è durato poche ore: quando Donald Trump ha lanciato il suo ultimatum, il prezzo del greggio è tornato a salire. L’oro nero americano in serata ha sfondato quota 113 dollari, mentre il Brent è arrivato a 110 dollari. Ma anche se alla fine si dovesse trovare un’intesa (che appare lontana), l’illusione che la sola diplomazia possa riportare i prezzi alla normalità pre-crisi si scontra con una realtà tecnica complessa: il petrolio, oggi, non è solo una questione di accordi geopolitici, ma di rotte marittime sicure e colli di bottiglia logistici insormontabili nel breve periodo, riporta Attuale.

Il dato più significativo emerso nella giornata di ieri è il persistere di un’anomalia di mercato rarissima: il sorpasso del prezzo del petrolio americano su quello europeo. In condizioni normali, il Brent quota a premio rispetto al Wti per ragioni di qualità e vicinanza ai mercati di sbocco asiatici, ma il blocco parziale dello Stretto di Hormuz ha ribaltato violentemente i rapporti di forza. Il mercato è oggi disposto a pagare un “sovrapprezzo di sicurezza” per il greggio texano, considerato al riparo dalle turbolenze mediorientali, piuttosto che scommettere su barili che rischiano di rimanere intrappolati nel Golfo Persico o di subire rincari assicurativi insostenibili.

A pesare sulle dinamiche di ieri è stata anche la metabolizzazione della decisione presa l’altro ieri dall’Opec+ di aumentare la produzione di 206.000 barili al giorno a partire dal mese di maggio. Si tratta di una mossa che sulla carta dovrebbe raffreddare i listini, ma che gli analisti accolgono con estremo scetticismo. Nonostante il lieve ripiegamento del greggio sui mercati internazionali nel pomeriggio di ieri, infatti, alla pompa i prezzi sono rimasti granitici. Se il carburante stradale preoccupa le famiglie, il settore del trasporto aereo è ormai in allarme rosso. Da ieri l’aeroporto di Brindisi è risultato privo di carburante per gli aerei. Il poco cherosene rimasto fino a oggi alle 12 sarà riservato ai voli di Stato, SAR e ospedalieri. Ai piloti in arrivo è stato chiesto di pianificare una quantità di carburante sufficiente a coprire le tratte successive. Anche gli aeroporti di Reggio Calabria e Pescara segnalano carenze e limitazioni. Domenica alert similari avevano riguardato gli scali di Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna.

Se la possibile tregua non porterà a un abbassamento rapido e drastico dei costi dei prodotti raffinati, il “diritto alla mobilità” rischia di trasformarsi in un lusso per pochi già dalla prossima stagione estiva, con rincari dei biglietti aerei che alcune stime fissano già del 20%. Oltre il prezzo del pieno e del biglietto aereo, la crisi energetica sta ridisegnando in modo profondo le prospettive macroeconomiche dell’intero continente. La chiusura, anche solo parziale, di Hormuz ha già bruciato miliardi di dollari in termini di scambi commerciali globali, costringendo le banche centrali a una posizione scomoda e pericolosa. Aumentare i tassi d’interesse per frenare l’inflazione energetica rischierebbe di soffocare un’economia già provata, mentre restare fermi alimenterebbe ulteriormente la spirale dei costi per imprese e consumatori.

1 Comment

  1. Ma che situazione assurda! La crisi energetica sta colpendo duro anche qui in Italia e la cosa più preoccupante è vedere i prezzi dei biglietti aerei già salire… Chi potrà viaggiare quest’estate? Siamo messi malissimo, sembra che il diritto a muoversi diventi un lusso riservato a pochi. E poi le stazioni di servizio vuote, una vera follia!

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