Carl Bildt: «La Groenlandia è a rischio, l’azione americana potrebbe essere imminente»

06.01.2026 14:25
Carl Bildt: «La Groenlandia è a rischio, l'azione americana potrebbe essere imminente»

Trump punta su Messico e Groenlandia: preoccupazioni in Europa

Donald Trump ha espresso recentemente l’intenzione di concentrare le sue politiche su Messico e Groenlandia, suscitando forti timori a Città del Messico e Copenaghen, a causa della situazione in Venezuela. Carl Bildt, ex premier svedese, commenta con preoccupazione la situazione attuale, affermando che la minaccia di azione americana in Groenlandia è “chiara e attuale”, riporta Attuale.

In un colloquio telefonico da Stoccolma, Bildt ha sottolineato la fine del tradizionale rapporto transatlantico, evidenziando che Trump non mostra interesse per le questioni europee. “Se Trump lanciasse un intervento in Groenlandia, territorio danese, l’Europa avrebbe un problema enorme”, ha dichiarato, mettendo in luce la timidezza e la confusione della reazione europea riguardo all’attacco contro il Venezuela.

Bildt evidenzia che Trump considera l’Europa una priorità bassissima rispetto ad America Latina e Asia, ribadendo che per questa amministrazione il diritto internazionale ha poco valore e la democrazia è marginale. “Il Trump dei giorni scorsi è il vero Trump”, precisa l’ex premier svedese, con riferimento alle ultime azioni del presidente americano.

Sul tema del sostegno all’Ucraina, Bildt afferma che quanto avvenuto in Venezuela sottolinea la necessità di sostenere Kiev: “In Ucraina è in gioco la nostra sicurezza”. Sottolinea inoltre che l’Europa non deve tollerare violazioni della sovranità, specialmente nel cuore del continente.

Bildt analizza l’atteggiamento degli europei, che continuano a nutrire illusioni sul rapporto transatlantico, ignorando la realtà. Alcuni leader, come Kallas e von der Leyen, riconoscono la necessità di rispettare il diritto internazionale, ma evitano di affrontare le violazioni in atto. La presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha persino sostenuto che l’azione americana è stata legittima in quanto difensiva.

Conclude affermando che gli eventi in Venezuela evidenziano come l’amministrazione Trump sia disposta a impiegare la forza militare per raggiungere i propri obiettivi, denotando una netta preferenza per il controllo economico, in particolare sul petrolio venezuelano. “Non credo ne abbia un piano chiaro, ma nel peggiore dei scenari, ci potrebbero essere conflitti interni se le strutture attuali collassano”, ha avvertito riguardo alla possibilità di una guerra civile in Venezuela.

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