Quando Truman tentò di acquistare la Groenlandia per 100 milioni di dollari nel 1946

06.01.2026 14:45
Quando Truman tentò di acquistare la Groenlandia per 100 milioni di dollari nel 1946

I tentativi di acquisto della Groenlandia da parte di Trump tornano alla ribalta

Il presidente americano Donald Trump non è il primo a tentare di acquistare la Groenlandia; le sue esigenze sono simili a quelle espresse dal presidente Harry Truman nel 1946, quando l’amministrazione americana offrì 100 milioni di dollari per l’acquisto dell’isola, un’offerta allora rifiutata, che oggi varrebbe circa 1,5 o 2 miliardi di dollari, riporta Attuale.

Durante il suo primo mandato, Trump si è mostrato offeso dalle risposte del governo danese, che definì le sue proposte «assurde» nel 2019. Questa controversia ha dimostrato la delicatezza delle relazioni transatlantiche, amplificando il dibattito sulla strategia degli Stati Uniti nel Polo Nord, una regione strategicamente importante.

Documenti desecretati dall’Associated Press rivelano che la proposta di Truman, rimasta segreta fino al 1991, si inseriva in un contesto di intensa rivalità geopolitica durante la Guerra Fredda, in cui la Groenlandia era vista come una fondamentale «sentinella» contro le minacce sovietiche. Là, gli Stati Uniti hanno successivamente stabilito una delle loro più grandi basi aeree grazie a un accordo di cooperazione militare con Copenaghen del 1951.

Negli anni ’40, i negoziati fra Washington e Copenaghen furono intrapresi dopo che Truman ricevette il consenso a discutere l’acquisto. Tuttavia, il governo danese reagì con sconcerto di fronte all’idea di vendere l’intera isola. secondo un telegramma del segretario di Stato Byrnes, i danesi furono colti di sorpresa dall’offerta, ma non la rifiutarono apertamente. Byrnes dichiarò che «una vendita sarebbe la soluzione più soddisfacente e più chiara» per entrambe le parti.

Nonostante i negoziati non portarono a risultati concreti, l’interesse espresso da Trump sugli affari groenlandesi suggerisce che egli abbia potuto attingere a queste storie del passato nella speranza di un nuovo dialogo, sebbene le dinamiche geopolitiche attuali siano radicalmente diverse rispetto a quelle della Guerra Fredda.

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