Carriere separate: l’ANM critica Nordio per le sue posizioni del 1994

25.07.2025 06:55
Carriere separate: l'ANM critica Nordio per le sue posizioni del 1994

Le Contraddizioni della Separazione delle Carriere dei Magistrati

Un tempo, il ministro Carlo Nordio, primo firmatario della legge sulla separazione delle carriere dei magistrati, era contrario a tale proposta. Mentre la legge si avvicina a un referendum confermativo, il suo operato è attaccato dal Csm e dall’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), i due principali organi rappresentativi della magistratura. L’Anm ha recentemente diffuso un documento risalente al 1994, durante il periodo di Berlusconi, in cui Nordio esprimeva il proprio dissenso verso la divisione delle carriere, sottolineando la necessità di mantenere un’unità nella magistratura, che ha storicamente garantito legalità e parità davanti alla legge, firmato da ben 1.500 toghe.

Il sindacato ribadisce ora queste posizioni, accusando Nordio di contraddittorietà, poiché oggi respinge argomentazioni che un tempo condivideva. In risposta, Nordio ha dichiarato: “Negli anni ’90 ero contrario alla separazione delle carriere perché desideravo che la magistratura rimanesse unita in un periodo critico per il paese. Tuttavia, dopo il suicidio di un indagato nel mio fascicolo a Venezia, compresi la gravità della situazione e nel 1995 mutai la mia visione”.

Non si è trattato di un semplice dissenso, poiché presso il Csm si è consumato un acceso confronto tra magistrati e laici di centrodestra riguardante il caso Piccirillo, culminato con la decisione a favore dei magistrati. Il plenum ha, infatti, approvato a maggioranza la procedura a tutela del sostituto procuratore della Cassazione, oggetto delle critiche di Nordio per un’intervista riguardante il caso Almasri. Nordio ha prontamente risposto: “Piccirillo ha espresso critiche verso la Procura Generale di Roma, ma non mi risulta che siano state aperte pratiche di tutela per eventuali attacchi a questi magistrati”.

In merito, Tullio Morello, presidente della Prima commissione, ha affermato che il Csm sta dimostrando di avere i necessari “anticorpi” per far fronte alle pressioni esterne e interne. Marcello Basilico, membro togato del Csm, ha aggiunto una nota di preoccupazione sull’attacco alla sezione disciplinare, evidenziando l’imparzialità delle correnti interne rispetto alle sentenze nei confronti dei magistrati. Da parte sua, Nordio ha nuovamente stigmatizzato l’influenza delle correnti, ricollegandosi allo scandalo Palamara e rispondendo alla presidente della Corte di Cassazione, Margherita Cassano, che aveva esortato a cercare “serenità” di fronte agli attacchi: “Tale serenità non sarà possibile finché non si farà luce su quanto accaduto nel caso Palamara”, ha osservato il ministro.

Ora è evidente che il dibattito sulla separazione delle carriere dei magistrati rimane un tema centrale e controverso nella giustizia italiana, con posizioni nettamente divise tra coloro che supportano l’unità all’interno della magistratura e chi vede nella divisione un’opportunità per migliorare l’efficienza e la trasparenza del sistema. Le ripercussioni di tali discussioni andranno ben oltre i confini delle aule giudiziarie, influenzando la fiducia del pubblico nel sistema giudiziario nel suo complesso, riporta Attuale.

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  1. In conclusione, la questione della separazione delle carriere dei magistrati rappresenta un argomento complesso e polarizzante all’interno del panorama giudiziario italiano. Mentre il ministro Carlo Nordio ha evoluto il proprio pensiero sulla materia, il dibattito rimane acceso, con forti opposizioni da parte del Csm e dell’Anm. Le divergenze di opinione su questo tema non solo riflettono tensioni interne alla magistratura, ma promettono di influenzare anche la percezione pubblica della giustizia. La necessità di equilibrare unità e specializzazione continua a suscitare preoccupazioni, rendendo cruciale un dialogo costruttivo per il futuro del sistema giudiziario.

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