Caso Almasri, prima votazione del Parlamento entro fine mese su processo a Nordio, Piantedosi e Mantovano

03.09.2025 13:55
Caso Almasri, prima votazione del Parlamento entro fine mese su processo a Nordio, Piantedosi e Mantovano

Tensione all’interno della maggioranza sul ruolo degli uffici della Camera, con il relatore del Pd che presenterà una propria ricostruzione basata sugli atti segreti, riporta Attuale.

I tempi della Giunta per le Autorizzazioni della Camera saranno brevi ed entro fine mese sarà presa la prima decisione. Questo è il segnale emerso dopo la riunione di oggi a Montecitorio, che ha delineato un calendario fitto per decidere come procedere sulla richiesta di processo nei confronti dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, oltre al sottosegretario Alfredo Mantovano. Questi ultimi sono accusati, dal tribunale dei ministri di Roma, di omissione d’atti d’ufficio e concorso in favoreggiamento per aver rimpatriato in Libia il torturatore Najem Osama Almasri, ricercato dalla Corte penale internazionale dell’Aja.

Il calendario

Il presidente della commissione, Devis Dori (Avs), ha proposto come relatore il Pd Federico Gianassi. La giunta, sebbene con qualche malumore all’interno della maggioranza, ha preso atto di questa decisione che consente all’opposizione di esporre per prima i fatti contestati a figure importanti del governo. La premier Giorgia Meloni è stata esclusa dall’inchiesta, archiviata in fase di indagini preliminari. Il calendario prevede che il 10 settembre Gianassi faccia la prima relazione, a seguire tra il 17 e il 19 verranno sentiti i diretti interessati (che possono scegliere di non presentarsi o inviare memorie scritte). Il 19 si svolgerà la discussione generale, il 23 la proposta del relatore ed entro il 30 ci sarà il voto finale. L’atteggiamento della maggioranza è dato per scontato: si prevede un voto contro l’autorizzazione a procedere. Tuttavia, in vista del voto dell’aula di Montecitorio, il relatore dovrà essere cambiato con qualcuno del centrodestra, che proporrà di negare l’autorizzazione a procedere.

Le tensioni in maggioranza

Nei giorni scorsi si sono manifestate tensioni all’interno della maggioranza, con accuse rivolte al presidente Luciano Fontana per non aver incentivato il presidente della Giunta, che è del Pd, a designare un relatore di maggioranza. Sebbene questa narrazione, pubblicata dal Foglio, sia stata ufficialmente smentita, diversi membri della Giunta, sia di maggioranza che di opposizione, riconoscono la presenza di tensioni. Antonella Forattini del Pd ha dichiarato al termine della riunione: «In particolare da Fratelli d’Italia c’è stata molta freddezza quando si è detto che il presidente della Camera e i suoi uffici non hanno alcun genere di responsabilità, e del resto non è prassi che interloquiscano con il presidente della Giunta, che è tenuto al segreto».

La relazione di minoranza

La relazione affidata alla minoranza potrebbe destare preoccupazione nel centrodestra. Gianassi, nel giustificare la sua posizione, ha la facoltà di citare, anche per sintesi, i documenti ricevuti dalla Giunta, che finora sono stati esaminati solo dai membri della commissione e che non hanno generato fughe di notizie significative. Questo atto sarà quindi reso pubblico.

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