
Il club di Serie A Como ha vissuto un significativo avanzamento grazie alla nomina di Cesc Fabregas, che ora li ha condotti in Champions League. Mentre mirano a un ulteriore innalzamento, lo spagnolo ha condiviso alcune ispirazioni chiave della sua carriera, riporta Attuale.
Fabregas ha partecipato oggi al Festival dello Sport di Trento, dove ha risposto a numerose domande durante il suo intervento.
Il tecnico del Como è stato interrogato riguardo ai suoi precedenti allenatori Antonio Conte e Arsène Wenger durante le sue esperienze al Chelsea e all’Arsenal. Ha evidenziato le differenze tra i due, sottolineando anche l’impatto avuto dal tecnico italiano.
Fabregas ha dichiarato – tramite Calciomercato: “Con Conte al Chelsea avevo già 29 anni. Prima di ciò, avevo Wenger, e non ci concentravamo molto sulla tattica, non lavoravamo sulla mentalità come avveniva con Conte, ma lui era molto bravo a portare giocatori con le stesse idee calcistiche e a darti molta libertà.”
Ha inoltre evidenziato come inizialmente fosse difficile adattarsi al sistema di Conte, ma che successivamente tutto ha funzionato bene grazie a una maggiore attenzione al processo.
“Conte era attento ai dettagli, alla struttura e al movimento, e per me all’inizio era persino difficile. Nessuno mi aveva mai detto dove dovevo passare la palla.”
“Il terzino mi passò la palla, e io la misi per Diego Costa, che segnò. Pensavo fosse tutto a posto, ma alla fine dell’allenamento Conte disse: ‘Nooo, il calcio non è così,’ e mi spiegò dove avrei dovuto passarla.”
Un mix di approcci
In molti modi, l’ispirazione di Fabregas proveniente sia da Conte che da Wenger è evidente nel suo sistema. Mentre presenta un insieme più ampio di idee, i giocatori si muovono liberamente all’interno di quell’assetto, avendo spazio per esprimere i propri punti di forza, riducendo nel contempo le loro debolezze.
Questo è ciò che lo rende uno dei migliori allenatori in Europa al momento e il suo valore certamente aumenterà.