Chen Zhi, l’imprenditore cinese coinvolto nella rete di truffe online globali, è ricercato in più paesi

24.10.2025 18:36
Chen Zhi, l'imprenditore cinese coinvolto nella rete di truffe online globali, è ricercato in più paesi

Sequestro di beni per miliardi contro una rete di truffe online legata a Chen Zhi

Il 14 ottobre, Stati Uniti e Regno Unito hanno eseguito un’importante operazione di sequestro di beni, sottraendo miliardi di dollari, prevalentemente in bitcoin, oltre a proprietà di lusso e conti bancari, a una rete di individui e società accusati di gestire un vasto impero di truffe online. Chen Zhi, imprenditore cinese naturalizzato cambogiano di 37 anni e principale beneficiario dell’operazione, è al centro delle indagini che coinvolgono anche altri Paesi come Cina, Taiwan, Thailandia e Singapore. Accusato di riciclaggio di denaro, truffe online, estorsione, traffico di esseri umani e gestione di frodi su scala industriale, Chen è attualmente irreperibile, riporta Attuale.

Le indagini rivelano che le frodi attribuite a Chen Zhi e alla sua rete venivano principalmente condotte all’interno degli “scam center”, grandi strutture affiorate di recente, soprattutto nei Paesi del sudest asiatico. In questi centri, i lavoratori, spesso attratti da presunti impieghi promettenti, si ritrovano prigionieri e costretti a realizzare truffe online, che spaziano dalle frodi affettive a investimenti fasulli, furti di criptovalute e scommesse illegali. Secondo le Nazioni Unite, oltre 200.000 persone vivono in condizioni estreme tra Myanmar e Cambogia, i Paesi più colpiti.

Uno dei principali centri di frode è il Golden Fortune Science and Technology Park a Chrey Thom in Cambogia, costruito da Prince Group, l’azienda fondata da Chen Zhi nel 2015. Questa struttura, sorvegliata e recintata, ha visto numerosi lavoratori, in particolare cinesi, vietnamiti e malesi, subire maltrattamenti e violenze per tentativi di fuga. La situazione è stata documentata in un’inchiesta del giornalista Jack Adamovic Davies per Radio Free Asia, che ha raccolto testimonianze dirette di abusi.

La rapida ascesa di Chen Zhi è avvenuta nella provincia di Fujian, in Cina, dove ha cominciato a lavorare nel settore immobiliare dopo essersi trasferito in Cambogia tra i 22 e i 23 anni. In breve tempo, ha accumulato una notevole fortuna, ottenendo la cittadinanza cambogiana nel 2014 in cambio di un investimento. Fondando Prince Group nel 2015 e in seguito una banca, ha espanso le sue attività in più di 30 paesi.

La pandemia ha costretto i casinò, tradizionalmente legati a reti di criminalità organizzata, a reinventarsi, portando alla creazione di scam center per sfruttare il mercato globale attraverso Internet. Le truffe generate da questi centri sono state alimentate dai profitti ottenuti da attività illegali, che hanno consentito a Chen Zhi di accumulare beni di lusso, tra cui jet privati, yacht e immobili prestigiosi.

In Cambogia, Chen ha consolidato il suo potere anche grazie a importanti alleanze politiche, arrivando a ricevere nomine ufficiali da figure chiave come il ministro degli Interni e il primo ministro Hun Sen. Nonostante le indagini internazionali, rimane impunito nel suo Paese, dove il governo ha emesso comunicazioni a suo favore, sostenendo il rispetto della legge da parte dell’imprenditore e la disponibilità a collaborare con le autorità internazionali.

1 Comment

  1. Una vera vergogna!!! Sto leggendo di questi “scam center” e mi chiedo come si possa arrivare a maltrattare così tante persone per il semplice guadagno. Fa paura pensare che cose del genere possano accadere nel 2023, e ancora di più che ci siano alleanze politiche a proteggere simili mostri. Come si può rimanere impuniti?

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