Il segretario del Consiglio Supremo di Difesa, Francesco Saverio Garofani, è al centro di un episodio che potrebbe avere implicazioni internazionali, poiché si sospetta che le sue dichiarazioni siano state registrate segretamente, possibili fonti russe sono in discussione. Fabrizio Cicchitto, ex parlamentare di Forza Italia, ha affermato che Garofani, in qualità di segretario, riveste un’importanza strategica e, a causa di questa, è sotto l’attenzione di Mosca, riporta Attuale.
I russi e il Quirinale
Cicchitto, ex membro del Copasir e conoscitore del dossier Mitrokhin, ha commentato sull’incidente: «Garofani è stato imprudente a parlarne in pubblico, ma il problema vero è che qualcuno deve aver registrato segretamente le sue parole. È evidente che è stato registrato; non ha potuto smentire lo scoop del quotidiano La Verità». Le implicazioni di politica interna sono una parte della questione, ma non la più rilevante.
Chi ha registrato Garofani?
Cicchitto non ha certezze su chi possa aver registrato Garofani, ma suggerisce che la sua posizione al Consiglio Supremo di Difesa lo renda un bersaglio per l’intelligence russa. Ha anche sottolineato il supporto del Quirinale all’alleanza con la NATO e all’Europa, rendendo Garofani un soggetto di interesse per Mosca. «Garofani sarà stato “attenzionato”», ha affermato Cicchitto, aggiungendo che l’emanazione dell’email anonima è il risultato di un dossier che è giunto sulla scrivania giusta.
La riunione del Consiglio Supremo di Difesa
La scorsa settimana, Matteo Salvini aveva sollevato polemiche riguardanti l’Ucraina, in concomitanza con una riunione del Consiglio Supremo di Difesa al Quirinale. Durante l’incontro, Garofani ha gestito i lavori. Secondo Cicchitto, poco dopo la diffusione di un comunicato che metteva Salvini in una posizione difficile, è emerso il reportage di Maurizio Belpietro, suggerendo che le conversazioni di Garofani potrebbero essere state seguite e registrate.
Lo zampino russo
Il coinvolgimento russo è un tema centrale nella dichiarazione di Cicchitto: «In Italia si finge di non vedere. Il ministro Guido Crosetto ha denunciato l’attività russa nel nostro paese. Ci sono spie russe all’opera e tentativi di minare la solidità delle istituzioni italiane». Crosetto aveva messo in guardia riguardo a queste attività di disinformazione e provocazione.
Il cronista di Libero
Francesco De Dominicis, il cronista di Libero indicato come la “talpa”, ha negato di avere affermato di conoscere Garofani: «Ci siamo presentati solo per nome. A tavola eravamo solo in 18, ma c’erano altri tavoli». De Dominicis ha notato la presenza di altri avventori considerati sospetti durante la cena, raccontando che «c’erano uomini eleganti che ci osservavano di continuo».
Servizi segreti?
De Dominicis ha infine accennato alla possibilità che questi osservatori fossero agenti dei servizi segreti. «La verità è che non riesco ancora a darmi una spiegazione valida» ha concluso, lasciando aperta la questione sulla natura di quegli sguardi inquietanti durante un evento che prometteva di essere un incontro informale ma che si è trasformato in un affare di maggiore portata.