Chi si somiglia si piglia. Accordo Musk/Durov, xAi sbarca su Telegram

29.05.2025 14:01
Chi si somiglia si piglia. Accordo Musk/Durov, xAi sbarca su Telegram
Chi si somiglia si piglia. Accordo Musk/Durov, xAi sbarca su Telegram

L’annuncio è arrivato tramite un messaggio sul suo canale ufficiale Telegram da 11 milioni di iscritti: il fondatore della piattaforma, il miliardario franco-russo Pavel Durov, ha reso pubblico l’accordo stipulato con Elon Musk, per integrare già da quest’estate sulla app di messaggistica tutte le funzionalità di intelligenza artificiale basate su Grok, un chatbot di intelligenza artificiale sviluppato da xAI e integrato nel social network X.

SI PARLA di una partnership da 300 milioni di dollari, che porterà Telegram in una posizione molto più competitiva nei confronti della rivale WhatsApp, di proprietà Meta (Facebook).

La notizia è rimbalzata sull’account X di Durov che, in un post costellato da emoji di fuochi, cuoricini, bicipiti flessi, strette di mano e sacchi di dollari, ha scritto: «Quest’estate, gli utenti di Telegram avranno accesso alla migliore tecnologia di intelligenza artificiale sul mercato. @elonmusk e io abbiamo stipulato una partnership di un anno per portare grok di xAI ai nostri oltre un miliardo di utenti e integrarla in tutte le app di Telegram. Questo rafforza anche la posizione finanziaria di Telegram: riceveremo 300 milioni di dollari in contanti e azioni da xAI, oltre al 50% dei ricavi derivanti dagli abbonamenti xAI venduti tramite Telegram. Insieme, vinceremo».

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, nel 2025 Telegram ha superato il miliardo di utenti mensili, e la piattaforma di messaggistica con sede a Dubai è popolare specialmente in paesi come la Russia e l’Ucraina, dove è utilizzata anche da funzionari governativi e militari.

Durov festeggia l’alleanza con Musk dalla Francia, dove sta affrontando un’indagine per aver presumibilmente permesso delle attività criminali su Telegram, tra cui pedopornografia, pornografia illegale, truffe, e traffico di sostanze stupefacenti. A causa di ciò, dopo il suo arresto ad agosto 2024, gli è stato impedito di lasciare la Francia senza autorizzazione. Dopo aver pagato una cauzione di cinque milioni di euro gli è stata concessa la libertà condizionale ma deve presentarsi in una centrale di polizia due volte a settimana.

IN UNA DICHIARAZIONE pubblicata sul canale X di Telegram, si afferma che la piattaforma ha sempre di rispettato le leggi e che Durov non ha «nulla da nascondere», ma le autorità europee sono di altro parere. Dal canto suo Elon Musk, a marzo, ha annunciato l’acquisto di X (ex Twitter) da parte di XAi in un accordo che valutava in 80 milioni di dollari l’azienda di Ai, e in 33 miliardi di dollari la società di social media. All’inizio del mese, il chatbot Grok è stato al centro delle polemiche per le risposte «non pertinenti» sul tema del «genocidio bianco» che secondo Musk si starebbe svolgendo in Sudafrica, e che il chatbot citava anche in risposta a domande che non avevano niente a che fare con l’argomento.

L’accordo con Durov allevierà forse lo scontento di Musk, che ha espresso la sua delusione per la finanziaria approvata dalla Camera, il Big Beautiful Bill, legge molto cara a Donald Trump che l’ha dipinta come una manovra di portata epocale ma che, secondo Musk, va contro i suoi sforzi per ridurre la spesa pubblica. Intervistato da Cbs News il miliardario sudafricano ha affermato di essere «francamente deluso nel vedere il massiccio piano di spesa, che aumenta il deficit di bilancio, anziché diminuirlo, e vanifica il lavoro che il team Doge (il dipartimento per l’efficienza governativa da lui fondato ) sta svolgendo».

La dichiarazione di Musk arriva mentre il disegno di legge è diretto al Senato, dove diversi repubblicani lo hanno già criticato, nonostante le pressioni di Trump per arrivare velocemente all’approvazione finale.

DURANTE L’INTERVISTA Musk ha anche lasciato intendere di voler tornare a concentrarsi sul settore privato e, in un post su X si è detto «super concentrato» sulle sue aziende, e di essere «tornato a lavorare 24 ore su 24, 7 giorni su 7, dormendo in sale conferenze, sale server e nelle fabbriche».

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