Chiara Costanzo, 16 anni, identificata tra le vittime dell’incendio a Crans-Montana

02.01.2026 18:45
Chiara Costanzo, 16 anni, identificata tra le vittime dell'incendio a Crans-Montana

Milano – “Chiara non ce l’ha fatta e noi siamo distrutte”. Una sedicenne, amica Chiara Costanzo, la ragazza milanese dispersa nel devastante incendio del bar-discoteca di Crans-Montana, ora confermata tra le vittime. Insieme, praticavano ginnastica acrobatica. “Perdiamo una ragazza che per noi era come una sorella”, dichiara a nome delle compagne di corso. “Chiara ha iniziato questo sport da piccola e lo praticava a livello agonistico. Ma non era solo brava tecnicamente: sapeva far sentire tutti a proprio agio. Era simpatica, diffondeva buon umore e sapeva ascoltare. Se avevi un problema, era la prima a farsi in quattro per aiutarti”, riporta Attuale.

“Se avevi un problema era la prima a farsi in quattro per aiutarti”

Chiara era anche una studentessa brillante. Frequentava il terzo anno del Liceo scientifico all’Istituto Moreschi di Milano e chi la conosceva la definisce “una studentessa modello”, oltre che una ragazza ben voluta. La famiglia trascorreva le vacanze a Crans-Montana, dove possiede una casa.

Lo strazio dei genitori dopo l’incendio a Crans-Montana

Il nome di Chiara era emerso nella lista di sei giovani italiani scomparsi dopo la tragica notte di Capodanno. Chiara Costanzo si trovava nella località svizzera per celebrare l’inizio del nuovo anno con gli amici e una parte della sua famiglia (era insieme al padre e a un fratello minore, mentre la madre era a Milano con un’altra figlia). “Siamo aggrappati alla speranza che Chiara sia fra i feriti non identificati, ma non ci sanno dire nulla”, raccontano i genitori nei primi momenti dopo l’incendio. “Vivevamo con la speranza addosso”, aggiungono, affranti.

“Chiara era una ragazza brillante. Molto brava a scuola e nello sport agonistico”

La famiglia Costanzo è originaria di Arona. La madre, Giovanna Lanella, prima dell’identificazione aveva descritto la figlia a Vco Azzurra TV: “Venivamo sempre qui a Crans-Montana perché abbiamo una casa. In quel locale c’era già stata altre volte con i suoi amici. Chiara è una ragazza brillante. Molto brava a scuola e nel sport agonistico. È sempre riuscita bene in tutto ciò che ha fatto. Sicuramente è molto amata da noi e dai suoi amici, dai professori e dagli allenatori. Una ragazza che si impegna e possiede un fantastico senso dell’umorismo e dell’autoironia che la rendono simpatica e bellissima”.

“Il gruppo di amici milanesi ha deciso all’ultimo secondo di andare a Le Constellation”

La scelta di visitare ‘Le Constellation’ era stata “molto improvvisata”. Il gruppo di amici milanesi non sapeva dove andare e “non trovava posto da nessuna parte, così hanno deciso all’ultimo minuto”. Anche il padre Andrea Costanzo ha coltivato la speranza fino all’ultimo: “Magari Chiara è tra i molti feriti ricoverati negli ospedali non ancora identificati. Spero di poter abbracciare di nuovo mia figlia”. Questa speranza, purtroppo, è stata annichilita dal dolore nel pomeriggio del 2 gennaio.

Chiara Costanzo amica di un altro disperso di Milano: Achille Barosi

Altezza 1.85 metri, capelli biondi, occhi azzurri. Sedici anni. Achille Osvaldo Giovanni Barosi, un altro liceale milanese, è l’altro giovane disperso a Crans-Montana dopo l’incendio di Capodanno. È stato il cugino Edoardo Sparacino a mettere in evidenza la sua foto e nome sulla pagina Instagram “cransmontana.avisderecherche”. Achille è stato visto per l’ultima volta alle ore 01.30 del 1° gennaio mentre rientrava nel locale per recuperare giacca e telefono. Potrebbe essere riconoscibile da una collanina con la Madonnina al collo e, secondo i familiari, “potrebbe essere ricoverato come ‘paziente ignoto’ a Sion, Losanna o Zurigo”. “Erano in vacanza a Crans-Montana per Natale”, racconta il cugino Edoardo, “hanno una casa di famiglia lì. Achille ha raggiunto Le Costellation dopo aver brindato a casa”.

1 Comments

  1. Che tragedia… una ragazza così giovane, con tanto da dare al mondo… La vita può essere davvero ingiusta. E pensare che era lì per festeggiare Capodanno. È straziante sentir parlare della sua bontà e del suo spirito. Un crollo per i genitori e per tutti quelli che l’hanno conosciuta. La memoria di Chiara vivrà in chi l’ha amata.

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