Chiara Ferragni in tribunale: “Abbiamo agito in buona fede” nella controversia legata al Pandoro gate

26.11.2025 01:35
Chiara Ferragni in tribunale: “Abbiamo agito in buona fede” nella controversia legata al Pandoro gate

Milano, 26 novembre 2025 – Il Natale si avvicina, ma non porta serenità a Chiara Ferragni. A dicembre 2022 è scoppiato il Pandoro gate e, sempre a dicembre, ma del 2023, un’ulteriore crisi si è manifestata con una multa da un milione di euro. Gli scandali hanno minato quasi tutto quello che Ferragni aveva costruito: crollata l’immagine, crollati gli affari, riporta Attuale.

Con l’arrivo di dicembre, la Procura ha chiesto per Ferragni una condanna a un anno e otto mesi per truffa aggravata riguardo a noti casi di pubblicità ingannevole. Secondo i pubblici ministeri, le indagini condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Gdf rivelano che, tra il 2021 e il 2022, l’influencer ha ingannato follower e consumatori, generando profitti ingiusti per circa 2,2 milioni di euro, relative alle vendite di Pandoro Pink Christmas e uova di Pasqua, il cui prezzo non comprendeva la beneficenza pubblicizzata.

Ieri mattina, per sfuggire ai fotografi, Ferragni è arrivata al terzo piano della Procura prima dell’udienza fissata alle 9:30. I pm Christian Barilli e l’aggiunto Eugenio Fusco hanno sottolineato che l’influencer ha avuto un “ruolo preminente” nelle campagne commerciali alle spalle di questa truffa, approfittando della fiducia dei suoi milioni di follower, mentre le sue società potevano decidere gli accordi commerciali con Balocco e Cerealitalia.

La richiesta di condanna proposta per Ferragni include anche un anno e otto mesi per il suo ex braccio destro Fabio Damato e un anno per Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia. Anche Alessandra Balocco, amministratrice delegata dell’azienda dolciaria piemontese, deceduta lo scorso agosto, era imputata. A processo è rimasta come parte civile solo l’associazione Casa del Consumatore, accettata dal giudice Ilio Mannucci Pacini.

“Discutiamo di tre operazioni e di una strategia commerciale usata per vendere questi prodotti, con vendite completamente autonome dalla beneficenza”, ha dichiarato l’avvocato Aniello Chianese, rappresentante dell’associazione. “Sono state veicolate informazioni false, con danni ai consumatori.” Dopo le requisitoria, Ferragni ha espresso fiducia, dichiarando: “sono fiduciosa, scusate ma non posso dire altro”.

La difesa

In aula, la Ferragni ha presentato la sua difesa insieme ai legali Giuseppe Iannacone e Marcello Bana, evidenziando il suo impegno in numerose attività benefiche negli anni, inclusa una raccolta fondi per la terapia intensiva del San Raffaele durante la pandemia. Per quanto riguarda i prodotti coinvolti nella controversia, ha dichiarato: “tutto quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto in buona fede, nessuno di noi ha lucrato, anche perché avevamo un cachet fisso, a prescindere dalle vendite”.

Ha inoltre fornito chiarimenti sui contratti con Balocco e Cerealitalia, i quali stabilivano quote fisse destinate alla beneficenza, in un caso a favore dell’ospedale Regina Margherita di Torino e nell’altro all’associazione “I Bambini delle Fate”. Nella prossima udienza, prevista per il 19 dicembre, la difesa presenterà ulteriori argomentazioni a favore dell’innocenza di Chiara, con la sentenza attesa per metà gennaio.

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