Chiusura straordinaria dello spazio aereo su El Paso per un test di un’arma laser
Nella notte tra martedì 10 e mercoledì 11 febbraio, lo spazio aereo sopra l’aeroporto internazionale di El Paso, in Texas, è stato chiuso per un periodo di dieci giorni in seguito a preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale. La decisione, presa all’improvviso, ha portato a significativi ritardi e cancellazioni di voli per i passeggeri, ma dopo sole otto ore l’ordine è stato revocato e lo spazio aereo riaperto, riportando lentamente la situazione alla normalità, riporta Attuale.
Inizialmente, le ragioni di una chiusura così eccezionale rimanevano misteriose e si ipotizzavano minacce gravi. Il governo statunitense ha in seguito attribuito la responsabilità a un drone proveniente dal Messico, ma secondo le indagini di numerosi media, la vera causa sarebbe stata diversamente: il Dipartimento della Sicurezza avrebbe testato una nuova arma laser progettata per abbattere i droni dei cartelli messicani, senza aver ottenuto i permessi necessari, costringendo l’autorità di aviazione civile a intervenire per evitare pericoli ai voli commerciali.
Il New York Times ha rivelato che ricerche sul laser ad alta energia, già impiegato in contesti di guerra, erano in corso almeno dalla primavera precedente. I tecnici del Dipartimento della Difesa avevano presentato un piano al vicesegretario Steve Feinberg per utilizzare l’arma anche internamente, allo scopo di neutralizzare i droni utilizzati dai cartelli messicani.
Ad esempio, martedì gli agenti della Customs and Border Protection hanno impiegato l’arma a breve distanza dall’aeroporto di El Paso, segnando il primo utilizzo al di fuori delle procedure di test. Il governo ha dichiarato che la chiusura dell’aeroporto è stata adottata proprio per facilitare questa operazione, che aveva come obiettivo il segnale di un drone dei narcotrafficanti. Tuttavia, diverse fonti indicano che la chiusura era stata necessaria perché l’arma era stata utilizzata senza autorizzazione.
In effetti, Politico ha riportato che nei giorni precedenti la FAA aveva già minacciato di limitare lo spazio aereo a causa di test effettuati con droni e laser, senza condividere informazioni sulle traiettorie. Documenti interni indicano che la FAA aveva avvisato il governo che, in assenza di tali informazioni, avrebbe dovuto imporre restrizioni sul traffico aereo.
La chiusura inizialmente riguardava un’area di 18 chilometri quadrati. Successivamente, la Casa Bianca ha fatto pressione per revocare immediatamente le limitazioni, portando alla riapertura dello spazio aereo mercoledì. Tuttavia, questo ha avviato una serie di accuse incrociate tra le agenzie coinvolte, con la FAA che ha criticato il governo per l’uso dell’arma senza via libera, mentre il governo ha accusato la FAA di aver imposto la chiusura senza preavviso.
Secondo vari rapporti, il conflitto sull’uso del laser contro i droni era in corso da tempo. Il New York Times ha rivelato che il Dipartimento della Difesa continuava a consentire esercitazioni e protocolli per il laser al confine con il Messico, mentre la FAA richiedeva una procedura coordinata per evitare interferenze con il traffico aereo, richiesta che non è mai stata soddisfatta.
Le modalità di attivazione dell’arma laser quel giorno sono state messe in discussione. Sebbene il governo sostenesse l’uso per abbattere un drone in arrivo dal Messico, funzionari anonimi hanno riferito ai media che durante l’operazione potrebbero aver colpito un palloncino, scambiato per un drone. Né il governo né la FAA hanno confermato questa versione dei fatti.