Christa Pike dimessa dall’ospedale dopo due iniezioni letali fallite in Tennessee e riportata in carcere

10.10.2026 18:35
Christa Pike dimessa dall’ospedale dopo due iniezioni letali fallite in Tennessee e riportata in carcere

Christa Pike dimessa dall’ospedale dopo un’esecuzione fallita in Tennessee

Christa Pike, la cinquantenne statunitense che ha sopravvissuto a due iniezioni letali durante il tentativo di esecuzione della sua condanna a morte in Tennessee, è stata dimessa dall’ospedale dove era stata trasferita in gravi condizioni e riportata al penitenziario di Riverbend, dove ha trascorso gli ultimi 30 anni della sua vita. La notizia è stata confermata dai suoi avvocati, riporta Attuale.

Pike fu condannata nel 1996 a 25 anni di carcere con pena di morte per aver torturato e ucciso, insieme al suo compagno, una compagna di classe. Entrambe al momento dei fatti avevano 18 anni.

Durante l’esecuzione, che si è svolta il 30 settembre, Pike ha sopravvissuto a due dosi di pentobarbital, un potente sedativo che può causare la morte in dosi massicce. Non si conoscono precedenti di un caso simile. Pike è stata trasportata d’urgenza in ospedale a causa delle sue gravi condizioni di salute dopo l’esecuzione.

Gli avvocati di Pike hanno riferito che la donna era incosciente, attaccata a un respiratore e aveva riportato gravi lesioni a entrambe le braccia. Tuttavia, è tornata a essere cosciente in un modo inaspettato, dopo che era stata dichiarata in uno stato di morte cerebrale, un risveglio che è stato definito senza precedenti dal punto di vista medico.

Tra le ipotesi avanzate dai legali, c’è quella secondo cui i funzionari carcerari responsabili della somministrazione dei farmaci, privi di formazione medica e infermieristica, potrebbero aver posizionato male l’ago nel braccio di Pike, impedendo così l’iniezione del farmaco nelle sue vene, che risultano molto sottili.

La scorsa settimana, al termine di un’udienza per richiedere la commutazione della pena di morte in ergastolo, gli avvocati di Pike l’hanno descritta come cosciente, ma ancora in gravi condizioni.

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