L’ex pugile e influencer, Simone Cicalone, è stato audito in Commissione periferie e degrado urbano, un’apparizione inusuale per chi è abituato a vederlo sui social. Cicalone, noto per i suoi video che documentano i borseggiatori nelle metropolitane italiane, ha recentemente subito un’aggressione a Roma, uscendone con il volto tumefatto. Oggi, il “narratore delle periferie disgraziate” ha affrontato il tema del degrado urbano e della gestione delle case popolari nel suo intervento, riporta Attuale.
«I problemi risiedono sempre nelle case popolari»
Cicalone ha aperto il suo intervento sullo stato di abbandono delle grandi periferie, evidenziando che i problemi riscontrati sono ricorrenti: «Noi siamo stati ovunque, dallo Zen di Palermo a Roma, Milano fino a Napoli, ma c’è sempre un comune denominatore in tutti questi luoghi: il problema risiede sempre nelle case popolari». Ha sottolineato che queste strutture potrebbero rappresentare «una delle migliori risorse per aiutare le persone», ma invece sono lasciate «in mano alla criminalità». La sua denuncia si estende al welfare della malavita, che prospera nel vuoto istituzionale.
Le periferie e la droga
Secondo Cicalone, sebbene a Roma le richieste per accedere alle case popolari siano «altissime», poche famiglie riescono effettivamente a ottenerle. «In realtà ci sono tantissimi alloggi liberi. C’è un fallimento da questo punto di vista», ha affermato. Il discorso è proseguito affrontando il problema della droga che affligge le periferie: «Non sono più periferie, perché ci sono molte persone», citando il Corvetto e il Pigneto di Roma come esempi di aree dove la droga è visibile e tollerata.
«Per i giovani soluzioni anacronistiche»
Cicalone ha dedicato grande attenzione alle fasce giovani della società, descrivendo le iniziative delle amministrazioni come «anacronistiche». «Vengono organizzati corsi di ceramica e corsi di ballo, nessuno va da quei ragazzi a fargli capire che con l’intelligenza artificiale possono diventare ingegneri». Ha suggerito che i giovani sono «facilmente avvicinabili» e che esistono iniziative private che possono offrire intrattenimento e opportunità a lungo termine.
Stiamo perdendo i giovani
Cicalone ha allertato sulla possibilità che i giovani dei sobborghi «finiscano nei centri sociali o in opportunità illecite», guadagnando cifre considerevoli per attività pericolose. «Il problema è che queste realtà si stanno prendendo i giovani, i più deboli, soprattutto in quartieri dove non viene loro offerto nulla», ha avvertito, evidenziando l’emergenza sociale che richiede attenzione.
Il monito ai politici
Infine, Cicalone ha esortato le istituzioni politiche a intervenire in modo costante e significativo, avvertendo che la loro presenza è spesso percepita negativamente poiché si manifesta solo dopo eventi critici. «La loro presenza deve essere intelligente, proponendo attività che interessino davvero alle persone», ha concluso, sottolineando l’urgenza di un approccio proattivo nel combattere il degrado urbano.