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KIEV – I soldati russi morti o feriti in Ucraina hanno superato il milione, arrivando a 1.099.530, secondo l’ultimo aggiornamento dallo stato maggiore di Kiev. Questa cifra rappresenta un tragico bilancio per l’operazione militare condotta dal Cremlino, in gran parte concentrata nei combattimenti delle trincee del Donbass. Le autorità russe, tuttavia, non confermano queste statistiche, negando l’esistenza di tali vittime. Il rapporto dell’emittente BBC sottolinea che esistono difficoltà significative nel verificare l’accuratezza di tali dati. Le fonti della controparte, come quelle russe, non offrono trasparenza in merito, rendendo impossibile ottenere certezze definitve, riporta Attuale.
I media indipendenti, come Mediazona, stanno cercando di fare luce sulla questione, collaborando con il servizio russo della BBC e un team di volontari per stilare un elenco dei militari russi deceduti. Questa lista, in continua evoluzione, si basa su fonti pubblicamente accessibili e verificabili, dai post sui social media di familiari alle notizie dei media locali e dichiarazioni delle autorità regionali. Tuttavia, il registro è destinato a non essere esaustivo, poiché molti decessi rimangono non comunicati. Secondo le stime di Mediazona e della BBC, il numero accertato di soldati russi uccisi è almeno di 130.150.
Documentazione delle perdite
Le richieste per dichiarare militari dispersi o deceduti sono aumentate nei tribunali russi dalla seconda metà del 2024. Nella maggior parte dei casi, tali richieste provengono dal ministero della Difesa, il quale deve rimuovere un soldato scomparso dagli elenchi di personale per permettere ai familiari di richiedere pensioni e beni del defunto.
Le immagini dei cimiteri in Ucraina vengono frequentemente diffuse, mentre sono rare le testimonianze sui funerali di soldati russi. In un recente video pubblicato online da un residente della città di Myski, nell’oblast di Kemerovo, si osservano file di tombe di soldati. La reazione dell’uomo è di shock: “Guardate cosa sta succedendo qui”, dice, evidenziando l’entità della perdita anche in una città di soli 40.000 abitanti. Il suo commento mette in evidenza il fatto che il numero di morti sarà “sconcertante” e che l’intero Paese sarà inorridito quando emergeranno le verità.
Distribuzione delle perdite
Grazie al lavoro del database di Mediazona, è possibile identificare le regioni russe con il maggior numero di caduti. Tra queste, la Baschiria, il Tatarstan, la regione di Ekaterinburg e Mosca. Questo dato contraddice l’idea che le reclute russe provengano solo da aree più povere o meno popolate del Paese. Dal punto di vista della composizione delle vittime, la percentuale di ufficiali caduti è diminuita costantemente dall’inizio del conflitto. Inizialmente, gli ufficiali rappresentavano fino al 10% delle vittime; entro novembre 2024, questa cifra è scesa al 2-3%, riflettendo un cambiamento nelle tattiche e l’alto tasso di mortalità tra le unità di fanteria volontaria.
Evoluzione delle tattiche
Analisti militari, come Michael Kofman del Carnegie Endowment, segnalano un cambiamento nelle strategie delle forze russe a causa delle perdite dovute ai droni ucraini. Il comando russo ha ridotto gli attacchi con grandi colonne corazzate, preferendo attacchi notturni in piccoli gruppi per aggirare le linee nemiche. Questo approccio riflette non solo una modifica delle modalità operative, ma anche l’adozione di metodi ereditati dal gruppo mercenario Wagner. È emerso che l’Armata sta formano unità speciali per reclute con condizioni di salute critiche, un approccio controverso che avvia discussioni sul valore delle vite umane in questo conflitto.