Colloqui tra Iran e Stati Uniti a Ginevra: accordo su principi fondamentali, ma il cammino è lungo

17.02.2026 23:35
Colloqui tra Iran e Stati Uniti a Ginevra: accordo su principi fondamentali, ma il cammino è lungo

Colloqui tra Iran e Stati Uniti: accordi preliminari a Ginevra

Un secondo round di colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti si è svolto nella dimora dell’ambasciatore omanita a Ginevra, durando tre ore e culminando in un’intesa su alcuni “principi guida”. Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano, ha dichiarato: “Il percorso verso un accordo è iniziato”, pur riconoscendo che le parti hanno ancora questioni da risolvere. Ha aggiunto che le discussioni sono state più serie rispetto a quelle precedenti e che si è creata un’atmosfera costruttiva, riporta Attuale.

Araghchi non ha fornito dettagli specifici né date per i prossimi incontri, ma un alto funzionario di Washington ha confermato che entro due settimane sono attese proposte iraniane più dettagliate. Nonostante i progressi dichiarati, persiste un forte scetticismo riguardo gli esiti del dialogo, con fonti vicine al governo iraniano che segnalano una profonda sfiducia tra le due nazioni e richieste divergenti.

Le autorità statunitensi stanno premendo per stabilire restrizioni sui missili balistici e sulle milizie nella regione, mentre per Teheran le questioni relative ai missili rimangono fuori discussione. Gli iraniani vogliono trattare solo il dossier nucleare e la revoca delle sanzioni, accompagnati da opportunità di investimento nei settori del petrolio, gas e miniere. Il ministro degli Esteri omanita, Badr Albusaidi, continua a mediare tra le due nazioni rivali, sottolineando progressi verso obiettivi comuni, ma affermando che il cammino è ancora lungo.

Durante i colloqui, il presidente americano ha descritto le trattative come “importanti” e ha mantenuto un ruolo “indiretto”, mentre JD Vance, intervenendo su Fox News, ha evidenziato che l’interesse statunitense è prevenire che l’Iran ottenga un’arma nucleare, rimanendo aperto al dialogo. Tuttavia, il vicepresidente ha notato che i negoziati sono stati positivi solo fino a un certo punto, con linee rosse tracciate dall’amministrazione Trump che non sono state ancora riconosciute dagli iraniani.

In questo contesto complesso, si profila l’ombra di due portaerei statunitensi nelle acque vicino all’Iran. Teheran, sebbene indebolita da una crisi economica, cerca di trovare accordi vantaggiosi, mentre il leader supremo Ali Khamenei avverte che una nave da guerra è pericolosa, ma che l’arma in grado di affondarla rappresenta una minaccia ancor più grave.

Mentre i diplomatici cercano di sorprendere le intimidazioni, la marina iraniana ha bloccato lo Stretto di Hormuz per esercitazioni militari in collaborazione con Russia e Cina. Fonti riferiscono che negli ultimi giorni gli Stati Uniti hanno aumentato la presenza militare in Medio Oriente, spostando oltre cinquanta aerei da combattimento F-35, F-22 e F-16 nella regione. La volontà di Trump di raggiungere un accordo resta, ma ha avvertito che “vedremo cosa succede” in caso contrario.

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