Fallimento del colpo di stato in Benin grazie all’intervento dell’ECOWAS
Il tentativo di colpo di stato in Benin del 7 dicembre è durato poche ore. Durante la mattinata, un gruppo di militari ha dichiarato in televisione di aver deposto il presidente Patrice Talon. Poco dopo, la Nigeria è intervenuta inviando aerei da guerra a sostegno del presidente, mentre l’ECOWAS ha dispiegato truppe provenienti da Ghana, Nigeria, Costa d’Avorio e Sierra Leone. Poco prima di mezzogiorno, Talon ha annunciato di aver ripreso il controllo del paese e la situazione è tornata alla normalità: il golpe è stato sventato, riporta Attuale.
L’intervento dell’ECOWAS è stato cruciale per il fallimento del colpo di stato, sebbene non fosse l’unico fattore determinante; i golpisti avevano, infatti, poco supporto sia nella popolazione che nell’esercito. Questo episodio ha ridato credibilità all’organizzazione, frequentemente criticata per la sua inefficacia, e indebolita dall’uscita di alcuni stati nel corso degli anni.
L’ECOWAS, la Comunità economica degli Stati dell’Africa Occidentale, è stata fondata nel 1975 e attualmente comprende Benin, Capo Verde, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Nigeria, Senegal, Sierra Leone e Togo. Sebbene istituita per favorire la cooperazione economica, ha presto assunto un ruolo anche nel mantenimento della pace e della sicurezza nella regione.
L’Africa occidentale è nota per la sua instabilità politica, con una eredità di conflitti coloniali e debolezze istituzionali. Negli ultimi cinque anni si sono verificati otto colpi di stato riusciti nella regione, con numerosi altri tentativi. Il recente golpe in Guinea-Bissau, avvenuto a fine novembre, ne è un esempio.
Negli anni Novanta, l’ECOMOG è stata creata come forza di intervento militare, composta da oltre 20.000 soldati degli stati membri, con l’obiettivo principale di operazioni di peacekeeping. Le critiche maggiori all’ECOWAS riguardano i casi in cui l’organizzazione non è intervenuta, o ha agito con ritardo e inefficacia.
Un esempio recente è il colpo di stato in Niger nel 2023, dove la risposta dell’ECOWAS si è dimostrata lenta e controproducente. Dopo minacce iniziali di intervento militare, l’organizzazione ha optato per un approccio principalmente diplomatico, lasciando ai golpisti il tempo di consolidare il potere. Simili ritardi sono stati osservati anche nei colpi di stato in Mali e Burkina Faso.
Questi paesi, che hanno instaurato regimi militari, hanno poi annunciato il loro ritiro dall’ECOWAS a gennaio 2024, un evento che ha indebolito l’organizzazione politicamente e praticamente, aumentando la vulnerabilità del confine tra Niger e Nigeria.
In Benin, l’ECOWAS ha potuto operare in circostanze favorevoli: il presidente Talon non è mai stato deposto realmente e ha richiesto formalmente l’intervento degli alleati. Inoltre, il tentativo di golpe non ha trovato supporto tra la popolazione, e la Nigeria aveva interesse a prevenire una nuova crisi al confine.