Colpo di stato in Guinea-Bissau: militari depongono il presidente Umaro Sissoco Embaló

27.11.2025 21:55
Colpo di stato in Guinea-Bissau: militari depongono il presidente Umaro Sissoco Embaló

Colpo di stato in Guinea-Bissau durante il conteggio dei voti

Mercoledì, un colpo di stato ha avuto luogo in Guinea-Bissau mentre si svolgeva il conteggio dei voti delle elezioni parlamentari e presidenziali, tenutesi domenica. Un gruppo di militari ha preso il controllo del paese, deposto il presidente uscente Umaro Sissoco Embaló e nominato al suo posto il generale Horta Nta Na Man, un suo stretto alleato, riporta Attuale.

I militari hanno dichiarato di aver agito in risposta a un presunto piano dei servizi segreti volto a destabilizzare l’ordine costituzionale, benché non siano stati forniti dettagli su chi stesse progettando tale destabilizzazione. Dall’altra parte, l’opposizione accusa Embaló di aver ordito il colpo di stato per ritardare la pubblicazione dei risultati elettorali e rimanere al potere.

La Guinea-Bissau è una delle nazioni più povere del mondo, con una storia segnata da colpi di stato. Dal 1974, l’anno dell’indipendenza dal Portogallo, si contano quattro colpi di stato riusciti e vari tentativi falliti. Il paese è stato governato da un alternarsi di leader civili e militari, con il Partito Africano per l’Indipendenza della Guinea e di Capo Verde (PAIGC) che ha avuto un ruolo cruciale durante la guerra di indipendenza e fino ad ora era all’opposizione.

L’economia della Guinea-Bissau è fortemente dipendente dall’agricoltura. Secondo i dati più recenti, circa il 40% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, con meno di tre dollari al giorno a disposizione. Inoltre, un bambino su tre in età scolare non è iscritto a scuola.

Oltre all’instabilità politica e alla povertà, il paese affronta anche il problema del traffico di droghe illegali. La Guinea-Bissau è un importante snodo per la cocaina proveniente dall’America Latina destinata al mercato europeo. Già nel 2008, le Nazioni Unite avevano avvertito che il paese rischiava di diventare un “narco-stato”.

Nella conferenza stampa in cui sono stati annunciati i dettagli del colpo di stato, i militari hanno affermato che chi stava progettando la destabilizzazione riceveva supporto da leader del narcotraffico locali.

L’ultimo colpo di stato prima di questo risale al 2012, avvenuto anch’esso nei pressi delle elezioni presidenziali. Un gruppo di militari aveva arrestato il primo ministro Carlos Gomes Júnior, che aveva vinto il primo turno delle presidenziali, insieme ad altri funzionari governativi. In quell’occasione, i militari giustificarono il loro intervento come una necessità per proteggere il paese da minacce esterne, promettendo di non mantenere il potere a lungo. La Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) tentò di negoziare con i golpisti.

Nel 2014, dopo due anni, si svolsero nuove elezioni, vinte dall’ex ministro delle Finanze José Mário Vaz, il primo presidente a completare il proprio mandato nel 2020. Umaro Sissoco Embaló, attuale presidente, aveva vinto nel 2019 in una tornata elettorale contestata dal PAIGC. Nonostante le contestazioni, organizzò la cerimonia di insediamento con l’appoggio dell’esercito.

Negli ultimi anni, Embaló ha sostenuto di essere stato oggetto di almeno tre tentativi di omicidio e colpi di stato, mentre l’opposizione lo accusa di aver sfruttato tali situazioni di instabilità per accumulare un potere maggiore.

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