Come gestire le relazioni con Trump: il racconto dell’ex primo ministro irlandese Leo Varadkar

06.02.2026 19:35
Come gestire le relazioni con Trump: il racconto dell'ex primo ministro irlandese Leo Varadkar

Strategie di Varadkar per gestire i rapporti con Trump

L’ex primo ministro irlandese Leo Varadkar ha incontrato Donald Trump quattro volte nel corso della sua carriera, seguendo una strategia che lui stesso definisce: «Non provocare la bestia». L’obiettivo principale di questi incontri è sempre stato evitare che il presidente degli Stati Uniti si scagliasse contro l’Irlanda o contro di lui, o che potesse trovare un pretesto per farlo, riporta Attuale.

Questa tattica è stata utilizzata da vari leader mondiali durante i due mandati di Trump, che tentavano di evitare che il presidente si arrabbiasse, evitando le possibili ritorsioni politiche o commerciali.

Varadkar, in carica dal 2017 al 2020 e nuovamente dal 2022 al 2024, ha dichiarato che la seconda presidenza di Trump appare più aggressiva «dopo quattro che l’hanno inasprito». Tra un mandato e l’altro, Trump ha sostenuto teorie del complotto sulla sconfitta elettorale del 2020 e ha interpretato i processi a suo carico come una persecuzione politica.

Durante il loro primo incontro nel 2018, Trump chiese a Varadkar se sapesse giocare a golf; il politico irlandese si dichiarò disposto a imparare pur di trascorrere una partita con lui. Questo scambio, che potrebbe sembrare banale, evidenzia come il golf sia un’attività cruciale per Trump, che utilizza i suoi campi come sedi informali dove svolge affari e negoziati.

I leader stranieri che condividono questa passione con Trump hanno tradizionalmente sfruttato l’opportunità per guadagnarsi la sua fiducia e trascorrere più tempo insieme di quanto previsto dal protocollo. Varadkar afferma di non aver mai imparato a giocare a golf, ma sottolinea l’importanza di costruire un rapporto personale, dicendo che «l’ultima persona con cui parla influenza la sua opinione».

Trump è noto per la sua volubilità, che lo porta ad adattare le sue posizioni agli interlocutori, come dimostrato da un incontro recente con il presidente russo Vladimir Putin, durante il quale ha manifestato una certa affinità con le sue opinioni sulla guerra in Ucraina. Questo ha portato a un rapido rincorrere di leader europei alla Casa Bianca per cercare di ripristinare la loro influenza.

In un racconto di una telefonata ricevuta da Trump nel 2014, Varadkar ricorda come fosse inaudito che un imprenditore cercasse un contatto diretto con un ministro di un altro paese. Questa interazione, seppur inusuale, ha anticipato l’approccio diretto e personale di Trump alla diplomazia.

Da primo ministro, Varadkar ha sempre cercato di mantenere l’Irlanda al di fuori del radar di Trump, temendo potenziali rappresaglie per il deficit commerciale e per il regime fiscale favorevole che ha attratto multinazionali statunitensi in Irlanda. Queste riforme fiscali hanno contribuito a incrementare il gettito fiscale irlandese derivante da queste aziende.

Un momento emblematico dei loro incontri risale al 2019, durante le trattative su Brexit, quando Trump ha paragonato la situazione irlandese a quella del muro al confine con il Messico, senza comprendere appieno le reali implicazioni e differenze, il che preoccupava Varadkar riguardo alla preparazione e comprensione di Trump su questioni così delicate.

Varadkar observa che Trump mostra una combinazione di intelligenza e mancanza di curiosità intellettuale, che lo mette in difficoltà in situazioni politiche complesse. Ciò spiega anche alcune sue affermazioni infelici su questioni di sumo internazionale, come dimostrato da recenti commenti sui soldati NATO durante la guerra in Afghanistan, che hanno suscitato indignazione tra molti governi, incluso quello italiano.

Malgrado ciò, Varadkar riconosce le abilità di Trump nella negoziazione, superiore a quella di molti politici di carriera. Tuttavia, avverte che è fondamentale essere consapevoli che Trump non ha un particolare riguardo per gli alleati e che gli accordi con lui possono essere instabili. Le interazioni con Trump possono variare notevolmente, come evidenziato dagli incontri recenti, che hanno avuto esiti diversi a seconda delle circostanze.

Nel 2024, le dimissioni inaspettate di Varadkar hanno segnato la fine di un’era; successivamente ha dichiarato di apprezzare la libertà di poter gestire la propria agenda e parlare in modo più diretto, al di fuori dei vincoli della politica attiva.

1 Comment

  1. Ma dai, Varadkar ha fatto bene a mantenere un profilo basso. Chi non vorrebbe evitar di scatenare la bestia? Mi chiedo se qualche politico italiano abbia mai pensato di usare strategie simili per gestire gli estranei… La diplomazia è un gioco pericoloso, specialmente coi capricci di Trump. Speriamo solo che non ci porti guai in futuro.

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