Comitato referendario per la riforma della giustizia costituito a Roma
Roma, 8 gennaio 2026 – Oggi è stato istituito presso un notaio di Roma un comitato referendario per sostenere il “SÌ” alla riforma della giustizia approvata dal Parlamento il 30 ottobre 2025, con l’obiettivo di promuovere un dialogo costruttivo sui contenuti, evitando ogni forma di conflitto, riporta Attuale.
Il comitato è composto da oltre cinquanta esponenti del settore associativo e imprenditoriale cattolico, tra cui giuristi e accademici impegnati nella difesa della dignità della vita umana in tutte le sue fasi. Tra i membri fondatori si trovano nomi noti come gli ex ministri Paola Binetti, Luisa Santolini, Maurizio Sacconi, Massimo Polledri e il presidente emerito della Consulta Antonio Baldassarre, insieme a figure del mondo accademico e sindacale.
La presidenza del comitato verrà assunta da Stefania Brancaccio, segretaria nazionale UCID, con Domenico Menorello in qualità di vicepresidente vicario. Menorello, coordinatore del network “Ditelo sui tetti”, ha evidenziato come negli ultimi anni la magistratura ideologizzata sia divenuta una sorgente di trasformazioni nei temi sociali, sollevando la necessità di ripristinare la libertà del popolo italiano.
“Nelle recenti interpretazioni giuridiche alcune correnti della magistratura hanno superato il loro ruolo, sostituendo la volontà popolare con obiettivi ideologici”, ha dichiarato Menorello. “La riforma costituzionale votata il 30 ottobre 2025 affronta in modo decisivo il problema della giustizia in Italia, contestando la finalizzazione ideologica che ha condizionato i rapporti con gli altri poteri democratici. Necessitiamo di una riforma che realizzi un sistema giuridico veramente equo e separato.”
Il comitato mira a garantire che il confronto avvenga esclusivamente sui contenuti della riforma, sottolineando l’importanza di una magistratura autonomamente dedicata al servizio pubblico, lontana da conflitti di interesse. Con l’obiettivo di instaurare un dialogo sereno e produttivo, i membri del comitato auspicano che il referendum diventi un’occasione di riflessione sul significato della giustizia nel contesto attuale del Paese.