Condanna a 10 anni e 4 mesi per uomo che uccise la moglie: la provocazione secondo i giudici

27.11.2025 06:35
Condanna a 10 anni e 4 mesi per uomo che uccise la moglie: la provocazione secondo i giudici

Condanna a 10 anni e 4 mesi per l’omicidio di Rita Talamelli: il marito strangolatore, Angelo Sfuggiti, resta ai domiciliari

FANO (Pesaro-Urbino) Angelo Sfuggiti, un ex pizzaiolo di 70 anni, è stato condannato dalla Corte d’assise di Pesaro a 10 anni e 4 mesi per l’omicidio della moglie, Rita Talamelli, avvenuto il 20 novembre 2023. Nonostante la richiesta del pubblico ministero Marino Cerioni fosse di 9 anni e 4 mesi, i giudici hanno optato per una pena più severa, riconoscendo attenuanti generiche e la provocazione come prevalenti sul vincolo coniugale. Sfuggiti continuerà a scontare la pena ai domiciliari presso la sua abitazione di via Montefeltro, dove si è consumato il delitto, riporta Attuale.

I dettagli del crimine sono stati approfonditi in udienza: dopo aver strangolato la moglie con un foulard, Sfuggiti avrebbe posizionato un cuscino sotto la testa di Rita, le avrebbe congiunto le mani e tentato di sdraiarsi accanto a lei. In seguito, si è procurato un tentativo di suicidio assumendo psicofarmaci e utilizzando una siringa piena d’aria. Ha confessato l’atto al numero di emergenza 118. L’avvocata difensore, Susy Santi, ha dichiarato: “Attendiamo le motivazioni e poi faremo appello. Il signor Sfuggiti è molto provato: è rientrato da poco dopo quindici giorni di ricovero in psichiatria e sta seguendo un percorso di cure”.

In aula, il pubblico ministero ha descritto l’imputato come una persona “pacata e mite”, segnata da anni di violenze psicologiche e fisiche da parte della moglie, affetta da un grave disturbo ossessivo-compulsivo. L’esperienza quotidiana della famiglia era caratterizzata da ossessioni per la pulizia, atti di violenza come sputi e percosse, e richieste continue di denaro. Ci sono stati tentativi di somministrare acido muriatico nei panini e psicofarmaci nel caffè. Una delle testimonianze ha anche riportato un tentativo da parte della donna di colpire uno dei figli con un coltello, ma nessuno di essi si è costituito parte civile.

Il giorno del delitto, secondo la polizia, l’ennesima lite tra i coniugi è degenerata in una colluttazione, culminata con graffi e calci, fino a quando l’uomo non ha strangolato la donna. “La goccia che ha fatto traboccare il vaso”, ha affermato il pm. La difesa, invece, ha sottolineato il collasso psichico di Sfuggiti, evidenziando la depressione e l’assunzione di antidepressivi per oltre un anno. La legale ha anche manifestato la paura dell’imputato di denunciare la moglie, preoccupato che potesse finire in carcere. Di conseguenza, la richiesta di assoluzione per vizio totale di mente o, in subordine, per vizio parziale o legittima difesa. Tuttavia, la Corte ha scelto un percorso diverso, riconoscendo la provocazione ma infliggendo una pena superiore a quella proposta dall’accusa. Ora, il caso si sposterà in Appello.

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