Il 2 febbraio 2026 la deputata repubblicana Anna Paulina Luna ha invitato membri della Duma di Stato della Federazione Russa a Washington per discutere una possibile soluzione negoziata della guerra in Ucraina, questioni commerciali e il futuro delle relazioni bilaterali. L’iniziativa è stata presentata come un tentativo di favorire il dialogo in un conflitto che continua a ridefinire gli equilibri di sicurezza europei e transatlantici.
Non esistono prove pubbliche di una cooperazione occulta o di attività cospirative. Tuttavia, osservatori politici rilevano un insieme coerente di posizionamenti, contatti e messaggi che, nel loro complesso, possono essere sfruttati da Mosca sul piano informativo e simbolico. In questo contesto, il semplice fatto dell’invito assume un valore che va oltre l’eventuale contenuto dei colloqui.
La Russia è destinata a presentare l’incontro come una vittoria politica e come la prova del presunto “fallimento dell’isolamento”. Anche in assenza di un mandato ufficiale del Congresso o dell’amministrazione, il Cremlino potrà sottolineare che parlamentari russi sono stati ricevuti negli Stati Uniti, rafforzando la narrativa secondo cui Washington non sarebbe compatta nel sostegno a Kiev.
Parallelamente, Mosca eviterà di evidenziare chi abbia promosso l’iniziativa o l’assenza di un mandato formale, lasciando spazio all’impressione che la Duma non sia un’istituzione sanzionata di uno Stato aggressore, ma un interlocutore ordinario. L’obiettivo è duplice: legittimare il parlamento russo e alimentare l’idea di divisioni interne negli Stati Uniti.
Narrazioni, propaganda e impatto internazionale
Nel disegno comunicativo del Cremlino, Luna può essere trasformata nel simbolo di un’ala politica statunitense stanca del conflitto e critica verso l’assistenza a Kiev. Questa rappresentazione è funzionale a un messaggio rivolto sia all’opinione pubblica russa sia ai Paesi del Sud globale: l’Occidente non sarebbe monolitico e il sostegno all’Ucraina sarebbe destinato a erodersi.
Le narrazioni previste includono affermazioni secondo cui “gli Stati Uniti sono già in contatto informale con la Russia” e che sarebbe tempo di “tornare alla normalità”. La sostanza di eventuali colloqui passerebbe in secondo piano rispetto al valore simbolico del contatto stesso. La formula “la Russia è sempre stata pronta ai negoziati” verrebbe riproposta per spostare la responsabilità del conflitto su Washington e Kiev, presentando Mosca come attore razionale.
Sul piano interno russo, la propaganda potrà ribadire messaggi consolidati: le sanzioni non avrebbero effetto, la Russia sarebbe rispettata anche negli Stati Uniti, la linea del Cremlino sarebbe corretta. In un contesto di guerra prolungata e pressione economica, tali segnali servono a rafforzare la legittimità del regime.
Per l’Ucraina, ogni segnale di disallineamento occidentale comporta rischi strategici. Il sostegno internazionale resta un elemento centrale per la sua capacità di difesa e per la tenuta dell’ordine giuridico internazionale. Anche iniziative non coordinate possono essere percepite come un indebolimento della coesione transatlantica.
Incentivi politici e rete di contatti
Luna si colloca nell’ala destra del Partito Repubblicano, dove la retorica anti-interventista e contraria alla spesa estera trova consenso elettorale. Ha votato contro il pacchetto di aiuti all’Ucraina H.R. 8035 (Roll Call 151), segnalando una linea critica verso il sostegno militare a Kiev. La prospettiva di competizioni elettorali in Florida rafforza l’incentivo a posizionarsi come promotrice di un’agenda “America First”.
Sono stati inoltre riportati contatti con Kirill Dmitriev, rappresentante speciale di Vladimir Putin, durante attività negli Stati Uniti. Ulteriori episodi includono la diffusione di materiali provenienti da canali russi, tra cui documenti relativi all’assassinio di JFK e accuse finanziarie nei confronti dell’entourage di Volodymyr Zelensky, successivamente rimbalzate tra media occidentali e russi. Questo meccanismo mostra come narrazioni non verificate possano essere amplificate attraverso figure politiche statunitensi.
All’inizio del 2026, Luna ha anche rilanciato accuse di presunte persecuzioni contro cristiani e fedeli ortodossi in Ucraina, citando un appello firmato, tra gli altri, da Oleksandr Dubinsky, descritto dalle autorità ucraine come sospettato in casi di tradimento e precedentemente sanzionato dagli Stati Uniti. Temi analoghi sono stati ripresi dall’avvocato Robert Amsterdam, in un contesto che avvicina tali posizioni a quelle di movimenti europei di estrema destra tradizionalmente coltivati dalla Russia.
Questo ecosistema politico si fonda su argomenti ricorrenti: opposizione alla NATO, critica all’assistenza a Kiev, retorica su migrazione e “valori tradizionali”. La combinazione di incentivi elettorali, esposizione mediatica e narrazioni identitarie crea uno spazio in cui iniziative e messaggi possono oggettivamente allinearsi con gli interessi di Mosca, anche in assenza di prove di coordinamento diretto.
Deputati proposti e conseguenze per Washington
Secondo informazioni disponibili, la lista dei deputati russi proposta per l’incontro includerebbe Dmitry Novikov del Partito Comunista, Roza Chemeris del partito “Nuove Persone” e Aleksey Chepa di “Russia Giusta – Per la Verità”. Tutti risultano sanzionati da Stati Uniti, Unione europea o Regno Unito per il loro sostegno politico all’invasione o per la ratifica di atti connessi all’aggressione contro l’Ucraina.
La presenza di figure con influenza limitata in Russia ma con forte valore simbolico suggerisce un’operazione a prevalente dimensione informativa. In tale scenario, l’assenza di un mandato ufficiale del presidente Donald Trump ridurrebbe l’iniziativa a un’attività autonoma priva di effetti concreti sul processo negoziale, ma con potenziali costi reputazionali per l’amministrazione.
Qualora l’incontro avesse luogo, Mosca potrebbe sostenere che la selezione dei deputati sia stata proposta dagli Stati Uniti stessi, alimentando future accuse di insincerità o sabotaggio nei confronti di eventuali iniziative di pace presidenziali. Il risultato principale sarebbe simbolico: l’apparenza di legami parlamentari ristabiliti e l’erosione della narrativa dell’isolamento russo.
Sul piano interno statunitense, l’impatto appare ambivalente. A livello nazionale, l’iniziativa rischia di alienare elettori moderati, settori della sicurezza e donatori legati alla tradizione reaganiana del partito. All’interno della base MAGA e dei segmenti contrari agli impegni esteri, potrebbe invece essere percepita come un passo audace verso la pace. In prospettiva, tuttavia, l’episodio potrebbe limitare le opportunità di avanzamento istituzionale della deputata, rafforzando la percezione di un profilo politico ad alto rischio in una fase di tensione internazionale prolungata.