Corte d’appello degli Stati Uniti dichiara illegali molti dazi di Trump

30.08.2025 09:55
Corte d'appello degli Stati Uniti dichiara illegali molti dazi di Trump

La Corte d’Appello Federale degli Stati Uniti Dichiara Illegali i Dazi di Trump

Venerdì la Corte d’appello federale degli Stati Uniti, che si occupa dei ricorsi nei casi che riguardano il commercio internazionale, ha stabilito che molti dei dazi imposti dal presidente Donald Trump negli ultimi mesi sono illegali e che dovrebbero essere annullati. Ha rimandato però il loro annullamento a metà ottobre, dando il tempo all’amministrazione statunitense di fare ricorso alla Corte Suprema, riporta Attuale.

I dazi sono presentati da Trump come uno dei suoi principali successi e il principale strumento per convincere gli altri paesi ad accettare accordi favorevoli per gli Stati Uniti; un intervento giudiziario che ne comprometta l’efficacia potrebbe metterlo in grossa difficoltà. Trump ha accolto la decisione molto male, dicendo che se i suoi dazi dovessero essere eliminati sarebbe un «disastro totale per il paese». Ha annunciato l’intenzione di fare ricorso alla Corte Suprema, composta per la maggioranza da giudici nominati da lui. Tuttavia, non è scontato che si pronuncino a suo favore, dato che diversi avvocati e accademici esperti, anche conservatori, hanno definito illegale il modo in cui Trump ha introdotto i dazi.

Secondo la Corte d’appello, Trump non aveva il potere di imporre dazi così estesi a decine di partner commerciali senza l’approvazione del Congresso, che secondo la Costituzione detiene tale autorità. Alcune leggi negli Stati Uniti consentono al presidente di imporre dazi in autonomia, ma in modo più limitato rispetto a quanto fatto da Trump. Per aggirare questa limitazione, Trump aveva invocato l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), una legge del 1977 che permette al presidente di regolare il commercio in situazioni di «emergenza nazionale», ma che non fa riferimento ai dazi. Essa è stata utilizzata principalmente per imporre sanzioni o embargo contro stati nemici.

«Sembra improbabile che il Congresso, nel promulgare l’IEEPA, intendesse discostarsi dalla sua prassi passata e concedere al presidente un’autorità illimitata di imporre dazi», hanno scritto i giudici nella sentenza. La Corte ha esaminato i ricorsi di 12 stati e di cinque piccole aziende statunitensi, che hanno sostenuto di essere state danneggiate economicamente dai dazi. La decisione segue quanto già stabilito a maggio da un tribunale inferiore sullo stesso argomento.

La sentenza riguarda diversi dazi, compresi quelli imposti da Trump a partire da aprile, riveduti più volte durante i mesi e entrati in vigore all’inizio di agosto, e alcuni dei più alti nei confronti di Cina, Canada e Messico. Secondo la Corte, le motivazioni invocate da Trump per dichiarare un’emergenza nazionale, come i deficit commerciali o l’entrata di fentanyl dal Messico, non giustificavano l’imposizione di tali misure.

I dazi su acciaio, alluminio e automobili straniere non sono stati inclusi nella sentenza. Questi erano stati imposti dopo che il dipartimento del Commercio aveva stabilito che tali importazioni costituivano una minaccia per la sicurezza nazionale.

Secondo il governo statunitense, se la sentenza fosse confermata, dovrebbe rimborsare alcune tasse sulle importazioni, il che produrrebbe un grosso danno finanziario: a luglio, le entrate derivanti dai dazi ammontavano a 159 miliardi di dollari, più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere