L’Aquila, 20 dicembre 2025 – La Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato i “gravi rischi per la salute fisica e psichica dei bambini”, negando il ricongiungimento per Nathan Trevallion e Catherine Birmingham con i loro figli, separati dalla loro casa nel bosco il 20 novembre scorso. Nonostante i tentativi della coppia anglo-australiana di collaborare con le autorità, i giudici hanno ritenuto tali sforzi insufficienti e hanno richiesto un “definitivo superamento del muro di diffidenza” eretto nei confronti degli interventi di sostegno, riporta Attuale.
Alla base della decisione vi è la gravità delle condizioni in cui vivono i bambini. La Corte ha evidenziato “tutte le criticità riscontrate nell’ordinanza” del Tribunale per i minorenni, evidenziando “gravi rischi per la salute fisica e psichica” dei minori, fondamentali per la loro crescita e sviluppo psicologico.
Nonostante Nathan e Catherine abbiano accettato di vaccinare i figli e di lasciare il loro casolare per una sistemazione temporanea, il tema dell’istruzione resta il punto più critico. I giudici hanno sollevato dubbi sui certificati di apprendimento della figlia maggiore di 8 anni, oggi inadeguati rispetto all’homeschooling praticato. È emerso che ci sono documenti mancanti per l’ammissione agli esami di idoneità della seconda e terza elementare.
I magistrati, nel confermare la sospensione della responsabilità genitoriale, hanno anche sottolineato che “le valutazioni di idoneità contrastano eclatantemente con le condizioni di istruzione verificate”, rivelando che la bambina “non sa leggere e scrivere”, né in inglese né in italiano.
Un allontanamento legittimo
I giudici hanno respinto le obiezioni degli avvocati riguardo alla presunta “incomprensione” linguistica della coppia e al mancato ascolto dei minori, stabilendo che la misura adottata è stata necessaria per tutelare la loro salute. È stato ricordato il fallimento di precedenti tentativi di garantire un ambiente accudente e il supporto necessario, evidenziando la mancanza di cure e la deprivazione della socialità subita dai bambini.
La parola al Tribunale dei minori
La decisione della Corte d’Appello non costituisce un allontanamento definitivo, rimandando la questione al Tribunale dei minorenni, che potrà revocare l’ordinanza quando lo riterrà opportuno. I Trevallion hanno la possibilità di ricorrere in Cassazione. I giudici si aspettano una modifica delle condotte da parte dei genitori, come esplicato dall’avvocato Carla Lettere, presidente della Camera minorile d’Abruzzo, che ha sottolineato l’importanza di “azioni positive nell’interesse dei minori” e della disponibilità dei servizi sociali per la progettualità a favore della famiglia.
Incredibile come certe situazioni possano rimanere così trascurate! Se i bambini sono in difficoltà, bisogna porre la loro salute prima di tutto. Non si può scherzare sull’istruzione e sul benessere dei più piccoli. Spero che questa coppia riesca a risolvere le cose per il bene dei figli!