New York: il candidato socialista Zohran Mamdani favorito alle elezioni comunali
Il 4 novembre a New York si voterà per eleggere il nuovo sindaco. Secondo i sondaggi, il candidato favorito è Zohran Mamdani, esponente del Partito Democratico, riconosciuto per il suo profilo peculiare: ha 34 anni, è musulmano e si identifica come «Socialista Democratico». Questo rappresenta un’eccezione nella politica statunitense, dove l’idea di socialismo viene storicamente percepita con sospetto, riporta Attuale.
Nonostante l’espressione non sia insolita in Europa, nel contesto statunitense il socialismo è sempre stato visto con diffidenza. Ciò è dovuto in parte alla cultura e all’identità americana, che enfatizzano la libertà individuale e l’iniziativa privata, nonché alla repressione dei movimenti socialisti durante il ventesimo secolo. Durante la Guerra Fredda, gli Stati Uniti si opposero all’Unione Sovietica, che si definiva marxista.
Negli ultimi anni, tuttavia, è diventato più comune per politici progressisti, indipendenti e membri dell’ala sinistra del Partito Democratico identificarsi come «Socialisti Democratici». Tra di loro ci sono nomi noti come Alexandria Ocasio-Cortez e Rashida Tlaib. Greg Casar, rappresentante democratico del Texas, ha anche militato nel gruppo Socialisti Democratici d’America (DSA), che spesso promuove proposte radicali come la riduzione dei fondi per la polizia.
Uno dei più noti sostenitori del socialismo democratico è Bernie Sanders, senatore del Vermont, il quale ha chiarito che il suo concetto non ha nulla a che vedere con il marxismo, bensì si basa sulla redistribuzione della ricchezza per ridurre le disuguaglianze negli Stati Uniti. Questo principio è condiviso da tutti coloro che si identificano come socialisti democratici.
Tuttavia, le posizioni socialiste rimangono controverse negli Stati Uniti. Politici come Ocasio-Cortez sono stati costretti a chiarire pubblicamente che è possibile supportare il socialismo senza voler abolire il capitalismo. Durante un’intervista nel 2019, Ocasio-Cortez dovette spiegare che per lei «era possibile» essere una Socialista Democratica e difendere la libertà di impresa, evidenziando la controversia che il termine «socialismo» continua a rappresentare nella politica americana.
Mamdani, iscritto alla sezione newyorkese della DSA, ha temperato le sue posizioni, enfatizzando la necessità di redistribuire la ricchezza. Tra le sue proposte: un blocco parziale degli aumenti dell’affitto, il trasporto pubblico gratuito, l’aumento del salario minimo e l’istituzione di supermercati comunali a prezzi controllati. Tali misure sarebbero finanziate attraverso un incremento delle tasse per le aziende e i cittadini più abbienti di New York.
Tuttavia, queste idee rimangono marginali nel dibattito politico americano, dove molti statunitensi associano ancora il socialismo a paesi poveri e autoritari. Di conseguenza, diversi membri del Partito Democratico esitano a supportare la campagna di Mamdani, i cui avversari politici lo dipingono come una figura estremista e pericolosa.
Mah, incredibile vedere un socialista tra i candidati a sindaco di New York! Qui in Italia ci siamo abituati a una certa apertura verso queste idee, ma in America? Pare strano… Chissà come reagiranno gli elettori! La redistribuzione della ricchezza è un tema caldo anche qui, ma dubito che possa essere accolto senza riserve dagli americani.